Home » Cristina Sartorio: «La longevità comincia a 25 anni»

Cristina Sartorio: «La longevità comincia a 25 anni»

di Valentina Tafuri
cover-Cristina Sartorio 06

Prevenzione, nutrizione, attività fisica e consapevolezza sono i pilastri di una medicina estetica che guarda al benessere, prima che alla bellezza.

 

Torinese, laureata nel 2002 in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Torino, Cristina Sartorio ha deciso di specializzarsi in Medicina Estetica dopo una lunga esperienza nella struttura di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda ospedaliera universitaria San Luigi di Orbassano (Torino). Nel 2014 ha conseguito il diploma post-universitario in Medicina Estetica e il diploma in LaserTerapia e LaserChirurgia presso la scuola post universitaria della Società scientifica Agorà di Milano, dove oggi insegna. Con lei parliamo di longevità e medicina anti-aging.

Quando, considerato il generale miglioramento delle condizioni di vita, si può iniziare a parlare di vecchiaia e quando di longevità?

Non credo che ci sia un miglioramento delle condizioni di vita: a mio parere, stiamo vivendo un’involuzione. Francamente, ritengo che oggi ci siano grosse criticità legate alla quantità di cibo che ingurgitiamo, all’abbondanza di scelta alimentare, al fatto che si fa sempre meno movimento fisico, ai social che stanno appiattendo l’attività cerebrale e contribuendo alla perdita di socialità, specie dal Covid in poi. È scientificamente provato che la solitudine ha un effetto negativo sull’aspettativa di vita. Perciò la mia risposta è: 25 anni. A 25 anni bisogna iniziare a parlare di longevità per fare prevenzione.

interna-Studio Dott.ssa Sartorio 03

Studio Dott.ssa Sartorio

Così presto?

Sì, quello è il momento in cui una persona deve iniziare a prendersi cura di sé, della sua pelle, dei suoi muscoli, per evitare una precoce sarcopenia (perdita di massa muscolare che si verifica con l’invecchiamento). È quindi importante allenarsi con costanza ed alimentarsi nel modo corretto, prediligendo un bilanciamento calorico tra macro e micro nutrienti. Tutti noi abbiamo un’età anagrafica ed un’età biologica. Uno studio della rivista Nature ha evidenziato che con uno stile di vita funzionale, si può aumentare l’età biologica da 5 a 15 anni.

Di recente, le cronache hanno raccontato di persone che hanno avuto gravi conseguenze da interventi anti-aging fatti da personale non specializzato. A cosa bisogna fare attenzione quando si vuole ricorrere alla medicina estetica?

Bisogna innanzitutto fare una ricerca ed affidarsi ad un centro medico che abbia i requisiti essenziali affinchè le terapie vengano fatte in un ambiente idoneo e che la persona che lo attua sia laureata, abbia un’esperienza specifica e che possa gestire anche l’insorgere di eventuali problematiche. Bisogna fare domande affidandosi a professionisti e professioniste riconosciuti anche da altri medici, e che non svendano la medicina. Il miglior prezzo non è garanzia di un miglior lavoro, anzi.

Quali consigli darebbe dunque a chi approccia per la prima volta la medicina estetica, per farlo in sicurezza?

Di affidarsi a un dottore o dottoressa, innanzitutto, non a chi improvvisa e non ha i titoli né le competenze. Inoltre è importante che il medico apra le fiale degli iniettabili davanti al paziente e che rilasci un beauty pass, una sorta di libretto dove appone il talloncino del medicinale, che ne attesta la qualità ed è utile alla tracciabilità. Infine che il medico o il suo staff siano disponibili a dare spiegazioni e sostegno in qualsiasi caso.

interna1-Cristina Sartorio 01

Tornando al tema della longevità, lei ha accennato all’importanza dell’alimentazione. Ha conseguito dei master anche in nutrizione e dietoterapia, perciò può darci qualche indicazione anche riguardo a cosa dobbiamo fare per invecchiare bene e in salute?

Non posso dirle che ci sia un elisir o una dieta più valida di altre, ma ci sono dei regimi dietetici che aiutano a mantenere i nostri organi in efficienza. In generale, è consigliabile ridurre gli zuccheri, la quantità di proteine animali, mangiare verdura e può sembrare banale, idratarsi.

L’idratazione è infatti fondamentale per il funzionamento sia del nostro organismo che cerebrale. Purtroppo oggi le persone, prese dalla fretta che caratterizza le nostre giornate, spesso non badano a cosa mangiano e non bevono abbastanza.  È essenziale bere acqua, almeno due litri al giorno. Si dorme poco e male e si pratica poco sport. La cosa principale è la costanza, anche 5/7mila passi al giorno fatti con costanza, aiutano a star meglio. E poi l’atteggiamento mentale propositivo e proattivo, abbandonare la tendenza alla lamentela: questo alimenta l’autostima e fa stare meglio. Non da ultimo, sono importanti l’ambiente lavorativo e quello familiare. È importante che siano in armonia con la persona. Questo contribuisce anche a decidere di innescare dei cambiamenti che vadano a migliorare la vita, che poi hanno una ricaduta a cascata anche su altri aspetti.

Riguardo ai trattamenti estetici di anti-aging, quali le vengono richiesti con maggior frequenza, sia dalle donne che dagli uomini?

La richiesta più frequente è di rinfrescare il volto, di togliere i segni della stanchezza, più che di cancellare un singolo inestetismo. Lavoriamo molto sul benessere della pelle, sulla qualità cutanea e su quegli inestetismi che, sommati, la rendono più vecchia.

Perché, a suo parere e in base alla sua esperienza, il tema della longevità è così “caldo”? 

Longevità e medicina estetica sono su due piani diversi di sensibilità e di discorso. Chi si occupa di longevità e di well-being ha già una cultura più avanzata riguardo alla propria persona, alla salute, all’alimentazione, al proprio mindset. Diverse sono invece l’ossessione e la paura di invecchiare e di apparire più giovani, che richiedono di lavorare su di sé. Per questo, sto tentando di portare la medicina estetica a un livello diverso.

interna2-Studio Dott.ssa Sartorio 05

Studio Dott.ssa Sartorio

In che senso?

Gli studi sono avanzati tantissimo e oggi, lo dico quasi contro il mio interesse, abbiamo la possibilità di invecchiare bene anche senza rivolgerci a medici specialisti. Se, come dicevo, a 25 anni si inizia a lavorare su sé stessi, l’invecchiamento va solo accompagnato delicatamente. Se ci si è trascurati per tutta la vita, poi solitamente capita qualche evento, spesso traumatico, che porta a volersi prendere un momento per sé stessi, e a quel punto il medico diventa necessario.

La medicina estetica non è solo estetica, dunque.

Già, è così. Ed è per questo che non deve essere svilita come medicina meno nobile. Si occupa di avere dei risvolti estetici ma lavora anche in profondità, sull’autostima. Solitamente chi ha fatto un intervento estetico cambia voce, cambia postura, diventa più sicuro, cambia atteggiamento nei confronti della vita. E questo ne migliora la qualità.

Riproduzione riservata

 

Valentina Tafuri

Ti potrebbe piacere

Lascia un commento