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Guarigioni filippine e saggezza sciamanica per un nuovo benessere

di Veronica Rossetti
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Elisa Vitale, sciamana specializzata in guarigioni filippine, con una formazione accademica in scienze e tecniche psicologiche, ci spiega queste pratiche utilizzate per affrontare malattie, sia fisiche che interiori, o per riscoprire una connessione profonda con aspetti nascosti di sé.

Nella società occidentale contemporanea, il progresso tecnologico e l’enfasi sul pensiero razionale hanno spesso condotto a una percezione frammentata dell’essere umano, separando mente, corpo e spirito in ambiti distinti. Questa frammentazione può generare un senso di alienazione, spingendo molte persone a rivolgersi a tradizioni spirituali non occidentali che propongono una visione integrata dell’esistenza e della propria salute. È però fondamentale avvicinarsi a tali tradizioni con rispetto e consapevolezza, riconoscendone le radici culturali e distinguendo tra percorsi autentici e fenomeni commerciali. Parola di Elisa Vitale, sciamana specializzata in guarigioni filippine, con una formazione accademica in scienze e tecniche psicologiche.

Quando ha capito di voler intraprendere questa professione?

Sono sempre stata una persona particolarmente sensibile. A 19 anni ho sentito il bisogno di comprendere meglio me stessa e mi sono avvicinata al mondo della ricerca spirituale. Ho conseguito la laurea triennale in psicologia, continuando a formarmi anche in altre discipline alternative che arricchissero il mio bagaglio professionale, ma soprattutto mi aiutassero a capire meglio me stessa. Durante questo percorso, ho avuto esperienze che hanno ampliato la mia visione della vita, del mio sé e delle relazioni interpersonali. Nel 2021, un incidente grave mi ha fatto riflettere su ciò che desideravo veramente e mi ha portata a scegliere con convinzione questa professione e dedicargli la mia totale presenza, anima e corpo.

462935948_3990409807911940_4413064822166019818_nQual è stata la prima tradizione sciamanica a cui si è avvicinata?

La prima tradizione che ho sperimentato su di me è stata quella amazzonica, che utilizza i rimedi sacri della foresta. Successivamente mi sono avvicinata allo sciamanesimo asiatico, in particolare alle guarigioni spirituali filippine. Si tratta di due approcci molto diversi: uno prevede l’uso di piante sacre, mentre l’altro è basato sull’energia e nel quale le mani del guaritore diventano uno strumento per operare a livello spirituale.

In cosa consistono le guarigioni spirituali filippine?

Le guarigioni spirituali filippine vedono l’essere umano articolato su tre livelli: il corpo fisico, quello spirituale e quello animico. Grazie alle nostre guide spirituali, si entra in contatto con questi corpi energetici e si sciolgono blocchi a diversi livelli. La tecnica più nota è la “chirurgia psichica”, dove le mani del guaritore agiscono come un bisturi, rimuovendo nodi energetici. La persona avverte un alleggerimento e talvolta può avere visioni o percezioni particolari, ma dipende dalla sensibilità individuale.

468361403_4032111510408436_6500095489403466703_nQuali sono i principali benefici di questi percorsi?

I benefici sono molti e diversi tra loro e perciò mi baso sulle testimonianze dei clienti e delle clienti per provare a avere un quadro d’insieme che sia esaustivo. Molte persone percepiscono di avere avuto un cambiamento profondo nella loro vita, sia a livello conscio che inconscio, trovando beneficio già a partire da una singola sessione. Per altri è un percorso più lungo. Nei percorsi completi ho riscontrato una vera e propria rinascita della persona, una crescita nella consapevolezza dei propri limiti e dinamiche interiori che porta a una vera trasformazione e, a volte, a un risveglio spirituale.

Quali sono i benefici a livello fisico che ha riscontrato?

Ho contribuito a risolvere problematiche come la rinorrea, dolori intestinali o al fegato.Questo perché la guarigione avviene prima di tutto a livello spirituale, poi si manifesta anche sul piano fisico. Ho anche lavorato con persone che hanno affrontato lutti, relazioni tossiche o depressione, ma anche con le dipendenze ho avuto risultati positivi, fermo restando che esistono dipendenze più profonde che richiedono percorsi più intensi e prolungati.

C’è ancora molto scetticismo riguardo a queste pratiche. Cosa ne pensa?

Sicuramente c’è molta diffidenza, soprattutto perché queste pratiche non sono riconosciute ufficialmente dato che lavorano sull’energia, qualcosa che non si vede e non si esperisce empiricamente. Le persone oggi vogliono risultati immediati, ma la spiritualità richiede tempo e dedizione. Il concetto di spiritualità è spesso frainteso come un qualcosa di metafisico, ma per me è esattamente l’opposto: è imparare a vivere meglio nel mondo, consapevoli del nostro potere interiore.

468393197_4032111457075108_485408246403906433_nCome possiamo integrare nella vita quotidiana la filosofia sciamanica?

La prima cosa che mi viene in mente è il contatto con la natura, che è alla base dello sciamanesimo. La connessione con i quattro elementi è fondamentale, ma nel mondo occidentale questa connessione si è persa. La natura rappresenta parti di noi stessi e riconnettersi con essa ci aiuta a ristabilire il nostro equilibrio interiore senza dimenticare che anche il contatto tra le persone è importante: le relazioni ci permettono di crescere, di riflettere su noi stessi. Piccoli gesti quotidiani come ritagliare del tempo per noi possono fare la differenza.

Qual è il suo consiglio per chi vuole intraprendere un percorso sciamanico?

Il consiglio principale è di essere motivate e coraggiose, perché lavorare sulla spiritualità può portare alla luce parti scomode di noi: è  un processo che richiede impegno e volontà, ma alla fine porta a una profonda soddisfazione.

Riproduzione riservata

 

Veronica Rossetti

Photo Cover: da Facebook

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