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Avere o non avere tempo è una scelta e non una condizione

di Federica Di Majo
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Il confine fra essere “padroni” o “schiavi” del proprio tempo è molto sottile: il tempo è considerato un punto debole dell’essere umano, genera frustrazione quando non se ne ha abbastanza, insicurezza quando lo si ha e non si sa come sfruttarlo al massimo. 

Il “non ho tempo” è, da un lato, una delle più frequenti e utilizzate scuse nel mondo contemporaneo. Dall’altro lato è invece sintomo di mancata padronanza della propria vita, perché il non avere tempo diventa spesso una protezione dal dolore, generato dalla paura di sbagliare e di utilizzare in modo errato quello che si ha. 

Di conseguenza, si decide di non utilizzarlo affatto e procrastinare eventuali impegni, importanti o meno che siano. Suona disfattista ma, spesso, la verità è che se non si riesce a creare tempo per se stessi, non si ha una vita.

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Photo: Unsplash / Djim Loic

Parola di Antonio Pipio – psicologo e sociologo, cofondatore della Health Coaching Academy, la prima Accademia di Health Coaching accreditata dal Ministero della Salute. Per l’esperto, il vero problema del tempo è la sua gestione. Capita spesso di trovarsi con una quantità di tempo utile a portare a termine qualcosa, ma di non sapere a quale delle alternative dare maggiore importanza. Si finisce quindi con il non fare nulla per paura di non farlo al meglio.

Imparare a classificare le giuste priorità

Pipio ha quindi elaborato due semplici esercizi che mettono chi li esegue nella condizione di decidere quali sono le cose importanti alle quali dare priorità nel tempo che si ha a disposizione.

Il primo esercizio prevede di stilare due liste, una denominata “Cosa è importante per me?”, e un’altra “Cosa voglio?”. Una volta classificate queste prime priorità, bisogna valutarle secondo una scala di valori; quindi, nel secondo esercizio, le due liste verranno opportunamente divise in: “Importante”, “Importante e urgente”, “Non urgente e non importante”, “Urgenti, ma non importanti”.

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Photo: Unsplash / Pablo Heimplatz

Il fine unico di queste azioni è riuscire ad ottenere consapevolezza del quadrante nel quale si sta agendo e determinare così le azioni da compiere. Decidere le priorità crea motivazione che, a sua volta, genera tempo. Il quale, va sempre ricordato, non è infinito e ha bisogno di essere valorizzato nel momento presente.

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Federica Di Majo

Photo cover: Unsplash / Aron Visuals 

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