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Ritrovare la fiducia in se stessi con la metagenealogia

di Veronica Rossetti
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La metagenealogia, cioè lo studio approfondito del proprio albero genealogico, può aiutarci a comprendere le nostre radici, per accoglierle e lasciare andare ciò che ci limita. Così potremo realizzare ciò che siamo destinati a diventare, secondo Khadija Cirafici.

 

Khadija Cirafici è fondatrice dell’Accademia Orme di Luna, la prima scuola italiana che unisce coaching, linguaggio e ciclicità con sede ad Arcore (provincia di Monza e della Brianza). Da anni Cirafici aiuta professionisti e professioniste a comunicare e guidare team con consapevolezza, rispettando i loro ritmi interiori e quelli del loro team. Ha competenze sulla ciclicità femminile applicata alla leadership ed è specializzata in metagenealogia, con esperienza ventennale in ambito olistico e crescita personale

Qual è stato il suo percorso personale e professionale?

Il mio percorso è iniziato presto, a 15 anni, quando ho scoperto il paganesimo e il profondo legame tra i cicli naturali e la mia interiorità ma la svolta è avvenuta intorno a i 20 anni, quando ho sentito un profondo desiderio di tornare a sentire il mio corpo e l’esigenza di riconnettermi con la mia essenza più autentica. Arrivavo da un trauma che mi aveva tolto tutto, una ferita profonda di cui parlo nel mio libro “Anima Salva”. In quel periodo, mentre affrontavo un percorso di psicoterapia, ho sentito la  necessità di pensare a qualcosa di alternativo e di innovativo che integrasse mente, corpo e spirito. Non avrei mai immaginato che quel viaggio personale sarebbe diventato anche la mia professione. Oggi la mia missione di vita, e la mia professione si sono integrate e armonizzate perfettamente rispecchiando pienamente chi sono.

Quali valori guidano il suo lavoro con le persone?

Il mio lavoro consiste nell’accompagnare le persone a riscoprire e a costruire fiducia in loro stesse. Credo profondamente nell’autenticità, nel rispetto e nella connessione tra le persone. Ogni individuo ha una storia unica e un valore intrinseco, anche quando non riesce a riconoscerla e il  mio compito è accompagnare le persone a credere in sé stesse, a rispettare i propri ritmi e a vivere in simbiosi con la loro identità valoriale. Il cambiamento non avviene attraverso un percorso forzato, ma attraverso l’ascolto e la consapevolezza con gentilezza e rispetto.

Come è arrivata a fondare Orme di Luna? Come è strutturato il percorso?

Orme di Luna è nata da un sogno: un cerchio di donne che si unisce per connettersi e aiutarsi. Quel sogno si è evoluto nel tempo, attraversando diverse fasi e, dalla terza edizione, il percorso è stato aperto anche agli uomini, che hanno iniziato a partecipare dalla quarta edizione in poi. Orme di Luna è nata anche da una riflessione profonda: per anni dicevo ai miei clienti cosa fare, come vivere la propria ciclicità ma quando li incontravo nuovamente erano sempre al punto di partenza. Ho capito che qualcosa non funzionava e ho iniziato a mettere in discussione il mio approccio. Inizialmente non amavo il coaching: ho visto tante persone definirsi coach senza esserlo davvero.

interna1_metagenealogiaAll’epoca ero per tutti “La Coach Olistica” una  definizione che ha avuto grande risonanza sui social ma oggi probabilmente non lo userei ma grazie alle scuole di coaching che ho frequentato, però, ho compreso che, se usato correttamente, è uno strumento trasformativo, capace di integrarsi perfettamente con il lavoro sulla ciclicità. Orme di Luna è  infatti la prima scuola italiana che unisce coaching, linguaggio e ciclicità: è strutturata in diversi step partendo proprio dal coaching consapevole. 

Come definirebbe la metagenealogia a chi non ne ha mai sentito parlare?

La metagenealogia ci aiuta a esplorare il nostro albero genealogico per comprendere le dinamiche che ci hanno influenzato e trasformarle in risorse.
Ho avuto la fortuna di studiare metagenealogia con Alejandro Jodorowsky più di 10 anni fa. Col trascorrere del tempo, ho sentito il bisogno di integrare questo approccio con il lavoro del filosofo John Searle sugli atti linguistici, per rendere il percorso più orientato al presente. Nel mio approccio, la metagenealogia non è mai invasiva: non si tratta di analizzare il passato ma di cambiare la narrazione sul presente, lavorando sul linguaggio per costruire fiducia nelle proprie competenze e possibilità. È un metodo che, attraverso le parole, permette alle persone di ridefinire la propria identità e di affrontare il futuro con maggiore consapevolezza e forza interiore.

Cosa l’ha spinta a integrarla nel suo lavoro?

Integrarla nel mio lavoro è stato naturale, perché ho visto la mia trasformazione sia a livello personale che professionale. Ho deciso di insegnare questo metodo in un modulo a parte ma è accessibile solo a chi ha completato almeno il primo modulo dedicato al linguaggio. Viviamo in un mondo dove tutti si sentono tuttologi e c’è ancora poco controllo sull’abuso di professione, per questo preferisco formare solo chi è passato da me e che ha visto anche la lezione tenuta dalla docente che è psicologa e psicoterapeuta, proprio sull’abuso di professione. È fondamentale che i partecipanti comprendano l’importanza dell’etica professionale e dell’integrità nel lavoro che svolgono.

Quali consigli darebbe a chi vuole iniziare un percorso di crescita personale?

Il mio consiglio e quello di iniziare ascoltandosi: la crescita personale non è una corsa, ma un viaggio che richiede tempo e pazienza. Occorre prendere le distanze da operatori che vogliono solo adepti e persone da venerare è necessario prestare attenzione ai curriculum prendendosi tutto il tempo necessario prima di sceglierla osservando se il percorso proposto è in linea con i propri valori parlando direttamente con il professionista direttamente magari in una call conoscitiva: in quel momento capirai se rispecchia il nostro sentire. È bene circondarsi di persone professionali che ci ispirano e ci rispettano, e ricordarsi che ogni passo, anche il più piccolo, è importante: la consapevolezza è il primo grande atto di trasformazione.

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Veronica Rossetti

Photo cover: Freepik

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