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Dalle parole alla realtà: come le credenze influenzano la nostra vita

di Federica Biffi
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Il linguaggio che utilizziamo influisce sulla narrazione che facciamo della nostra vita e contribuisce a creare la realtà che ci circonda. Spesso, senza rendercene conto, i messaggi che trasmettiamo — soprattutto nell’ambiente familiare in cui cresciamo — si trasformano in strutture mentali che influenzano il modo di pensare e di vivere di chi ci sta accanto. Questo fenomeno è conosciuto come profezia che si autoavvera: una convinzione così radicata da finire per modellare il mondo circostante.

 

Le parole ascoltate dai genitori o dalle figure di riferimento si imprimono profondamente nel sistema di credenze delle persone. Se un bambino o una bambina sentono ripetere spesso frasi come «nella nostra famiglia nessuno è portato per la matematica» o «sei sempre stato fragile di salute», è probabile che queste affermazioni vengano interiorizzate come verità assolute. Lo afferma Romina Corbara, psicologa e sociologa, docente presso l’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara e cofondatrice della Health Coaching Academy.

Con il tempo, queste convinzioni si rafforzano e finiscono per condizionare le scelte e le reazioni, influendo anche sulle condizioni psicofisiche. Chi è convinto di essere fragile, per esempio, potrebbe adottare comportamenti poco salutari o evitare attività che richiedono resistenza, finendo per confermare quella fragilità percepita. In questo modo, si finisce per perdere il controllo della realtà, lasciandosi sopraffare da essa.

Esiste una connessione profonda tra mente e corpo: il modo in cui si pensa e ci si parla influisce direttamente sul benessere fisico. Frasi come «non sei portato/a per lo sport» possono sembrare osservazioni innocue, ma in realtà creano un sistema di credenze che condiziona la percezione della propria forza fisica e mentale. Pensando di non essere adatti, si potrebbe finire per evitare l’attività fisica, con la conseguenza che il corpo non sviluppi la resistenza necessaria e potrebbe reagire con sintomi concreti, come stanchezza o tensione muscolare.

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Photo: Pexels / Vie Studio

La qualità della vita parte dai pensieri e dalla narrazione della realtà

Non solo le parole dirette, ma anche le metafore e le espressioni abituali influenzano il benessere. Dire «questa cosa proprio non mi è andata giù» o «non riesco a digerire quello che mi hai detto» associa uno stato d’animo negativo a una sensazione fisica. Il modo in cui ci si parla e si interpreta la realtà definisce, in larga parte, lo stato d’animo e la qualità della vita. Emozioni come paura, insicurezza e frustrazione si radicano più facilmente se si è convinti che siano inevitabili o normali. Al contrario, coltivare pensieri di fiducia, forza e possibilità permette di affrontare meglio le difficoltà quotidiane, mantenendo un equilibrio psicofisico più stabile.

Per capire meglio il proprio stato interiore, vale la pena fermarsi un attimo e farsi qualche domanda. Per esempio, quali sono le emozioni che emergono più spesso? Quali stati d’animo accompagnano le giornate? E, soprattutto, come ci si parla nei momenti di difficoltà? Le risposte a queste domande possono aiutare a capire se le convinzioni personali stiano contribuendo a costruire una realtà positiva o, al contrario, stanno limitando le possibilità di crescita. Il modo in cui usiamo le parole è fondamentale, perché modella la nostra percezione della realtà, permettendoci di muoverci in uno spazio in cui siamo noi a decidere e ad avere il controllo sulle nostre azioni.

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Federica Biffi

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