A rivelarlo una ricerca condotta da Nomisma per l’osservatorio Cirfood District. Il 68% degli intervistati conferma il ruolo centrale della ristorazione per il benessere e la salute dei pazienti di strutture ospedaliere e sociosanitarie.
L’Italia è tra i Paesi con la popolazione più longeva al mondo: il 24% degli italiani ha, infatti, oltre 64 anni, dato in costante aumento. Un panorama inedito per il nostro Paese, cui il sistema deve rispondere con un approccio volto a migliorare gli stili di vita, stimolare una maggiore prevenzione e mettere a disposizione strumenti utili ad affrontare l’età silver. Oggi, inoltre, la silver economy per il segmento over65 genera in Italia un impatto sul PIL di 350 miliardi di euro e occupazione per 4,6 milioni di persone.
Il ruolo della ristorazione ospedaliera e sociosanitaria

Photo: Anucha Pimnon / iPodFoTo
Tra i servizi che concorrono al benessere della popolazione troviamo certamente la ristorazione ospedaliera e sociosanitaria, che rappresenta uno degli strumenti imprescindibili per migliorare la salute, promuovere una cultura dell’alimentazione sana e bilanciata e contribuire al wellbeing delle persone. La nutrizione è, infatti, parte integrante della cura, in particolare nel delicato contesto delle strutture ospedaliere.
A dimostrarlo è la ricerca “Ristorazione Ospedaliera e Sociosanitaria: nuovi scenari ed esigenze” condotta da Nomisma per l’Osservatorio Cirfood District. Dalla ricerca, svolta su un campione di 161 responsabili di strutture sociosanitarie, emerge come il servizio di ristorazione ricopra un ruolo centrale nel percorso terapeutico dei pazienti per il 68% degli intervistati poiché garantisce qualità del pasto (65%), rende più piacevole la permanenza dei pazienti (51%), promuove salute e benessere tra i degenti (48%) e, soprattutto, li fa sentire meglio sia a livello fisico, sia psicologico (48%).
Nonostante tale riconosciuta centralità, sia in ottica di cura delle persone più fragili, sia in ottica di strumento di welfare per la società nel suo complesso, il settore della ristorazione ospedaliera e sociosanitaria ha sofferto delle conseguenze della pandemia, dei rincari dei costi delle materie prime e dell’energia, e tutt’ora fa i conti con gare di appalto e disposizioni legate alle offerte di servizio che non sempre riescono a tenere in considerazione il corretto equilibrio tra proposta, costi e sostenibilità.
Cambiare il sistema per arrivare a una ristorazione sostenibile
A questo proposito, in occasione di un recente evento, Cirfood ha presentato “Less is more: il valore sostenibile della ristorazione ospedaliera”, una proposta progettata all’interno del Cirfood District con il contributo del prof. Andrea Pezzana, direttore della struttura di nutrizione clinica dell’ASL Città di Torino, che tiene in considerazione le tre declinazioni della sostenibilità: sociale, per il benessere delle persone, ambientale, per ridurre gli sprechi ed economica.
Il sistema attuale, infatti, prevede una serie di modelli di servizio complessi e che implicano conseguenze in termini ambientali, di spreco ed economici, generati da un approccio nella stesura dei capitolati d’appalto che, in alcuni casi, non tiene totalmente in considerazione le esigenze degli utenti finali, creando quindi un disequilibrio sotto il profilo della sostenibilità a 360 gradi.
La proposta di Cirfood
La proposta di Cirfood, tra le principale imprese in Italia nel settore della ristorazione sociosanitaria, è stata dunque quella di ripensare il sistema della ristorazione ospedaliera attraverso un approccio che si concretizza con: il miglioramento della qualità del servizio, riducendo le alternative per una sempre migliore gradibilità del pasto, la semplificazione dell’offerta nel rispetto delle rotazioni dei menu previste dalle Linee Guida Nazionali ed Europee (ESPEN), l’introduzione di un piatto completo serale che consenta anche un maggior impiego di proteine vegetali e la riduzione della quantità di scarti alimentari, servendo il giusto quantitativo di cibo, ben presentato, al fine di invogliare al consumo del pasto.
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