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Yoga for Healthy Ageing: la disciplina è entrata nel discorso sulla longevità

di Federica Biffi

L’OMS ha consacrato lo yoga come strumento chiave per la longevità e l’invecchiamento attivo. Tra strategie di salute pubblica globale e un’evoluzione culturale che tocca anche l’Italia, la disciplina si può considerare oggi un pilastro della prevenzione e del benessere contemporaneo.

In occasione della dodicesima Giornata Internazionale dello Yoga (il 21 giugno 2026), le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno dedicato la ricorrenza al tema ufficiale “Yoga for Healthy Ageing”. Questa scelta sancisce l’ingresso dello yoga nel dibattito globale sulla longevità e sull’invecchiamento sano. Come ha dichiarato il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sui social media dell’organizzazione, con l’aumento dell’aspettativa di vita l’obiettivo non è semplicemente sommare anni alla vita, ma garantire una migliore qualità a tali anni attraverso il movimento dolce, la respirazione e la mindfulness.

Nato in India oltre duemila anni fa e derivato dalla radice sanscrita yuj (“unire” il corpo alla coscienza), lo yoga si è evoluto fino a diventare una disciplina diffusa a livello globale. La Giornata Internazionale dello Yoga è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2014 su proposta dell’India e con il sostegno di 175 Stati Membri, scegliendo il 21 giugno (solstizio d’estate) per la sua associazione simbolica con la luce, l’equilibrio e la longevità.

Photo: Gokul Gurung / Unsplash

Entrando nel merito degli effetti su corpo e mente, lo yoga combina movimento, regolazione del respiro, meditazione e consapevolezza, contribuendo a mantenere flessibilità, forza, equilibrio e mobilità. Lo dice l’OMS, ma lo viviamo probabilmente anche sulla nostra pelle: queste sono capacità fondamentali per preservare l’autonomia e l’indipendenza fisica con l’avanzare dell’età.

Accessibilità e quadro strategico globale

Con circa 300 milioni di praticanti in tutto il mondo, lo yoga rappresenta una pratica sostenibile e adattabile a diverse persone e contesti, come dichiarato dal portale dell’OMS. La possibilità di utilizzare di posizioni modificate consente anche a persone con limitazioni di mobilità di praticare in sicurezza, riducendo il rischio di cadute e preservando la qualità della vita. Trattandosi di un’attività facilmente accessibile, offre anche un contributo per colmare il divario globale nell’assistenza alla salute mentale, contribuendo a ridurre lo stress, promuovendo il benessere mentale e migliorando la qualità generale della vita. Tra i veri benefici riportati dall’OMS, per esempio, uno studio della Harvard Medical School ha rilevato che il 60% dei partecipanti affetti da depressione ha sperimentato una significativa riduzione dei sintomi dopo aver praticato hot yoga due volte a settimana per otto settimane.

Questo approccio si inserisce nella cornice di varie iniziative e strategie dell’OMS. Come riportato sul sito, la disciplina rientra negli obiettivi del “Decennio dell’Invecchiamento Sano (2021-2030)“, promuovendo indipendenza e dignità per le generazioni più anziane. Allo stesso tempo, si allinea alla “Strategia Globale per la Medicina Tradizionale 2025-2034” dell’OMS e alla “Dichiarazione di Delhi” (derivante dal secondo Vertice Mondiale sulla Medicina Tradizionale del dicembre 2025), orientate all’integrazione di pratiche tradizionali sicure ed efficaci nei sistemi sanitari.

Photo: Vlada Karpovich / Pexels

L’attività è inoltre sostenuta dal “Piano di Azione Globale sull’Attività Fisica 2018-2030” dell’OMS per promuovere l’attività fisica strutturata all’interno delle cure sanitarie. Infine, l’organizzazione mette a disposizione strumenti pratici già sviluppati, tra cui l’applicazione mYoga (lanciata nel 2021 insieme al Governo indiano) e il rapporto tecnico sugli standard di formazione per gli insegnanti pubblicato nel dicembre 2025.

L’evoluzione dello yoga in Italia

L’espansione della disciplina trova un riscontro tangibile anche nel nostro Paese, come raccontato nel reportage televisivo di DD India, International Yoga Day 2026: Yoga’s Growing Popularity in Italy, che evidenzia come oggi circa 6 milioni di italiani pratichino yoga. Intervistata da Milano, l’insegnante Marina Brivio ha spiegato come la relazione delle persone italiane con questa pratica sia cambiata nel corso del tempo. Negli anni Novanta lo yoga era un territorio ancora inesplorato, fortemente legato alla cultura orientale e cercato prevalentemente da chi voleva trovare un’alternativa o una via di fuga dallo stress della vita occidentale. Con il passare degli anni l’offerta si è ampliata e specializzata in diversi stili (per esempio, Hatha Yoga o Vinyasa yoga, uno più statico e uno più dinamico) rendendo i praticanti di oggi molto più informati e consapevoli fin dal momento in cui decidono di iniziare.

Photo: Yoga Vidya Mandiram / Pexels

Brivio ha aggiunto che le persone si avvicinano alla disciplina con idee chiare per rispondere a esigenze di benessere psicofisico mirate, come la gestione di disturbi del sonno, emicranie o cervicalgie. A questa ricerca di salute preventiva si affianca un pubblico sempre più giovane, desideroso di mantenersi in movimento lontano dalla dimensione classica della palestra, per scegliere un’attività corporea sostenuta da una storia e da una tradizione particolari. Questa evoluzione dimostra come la convergenza tra longevità, consapevolezza e salute integrata stia trasformando una tradizione millenaria in un pilastro dello stile di vita contemporaneo.

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Federica Biffi

Photo cover: Pixabay / AndiP

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