Negli ultimi anni è cambiato radicalmente il modo di abitare e di concepire gli spazi residenziali. In particolare, il “senior living” oggi in Europa offre una soluzione moderna e attrattiva, con complessi residenziali che integrano appartamenti indipendenti e servizi condivisi. Una trasformazione che rispecchia l’evoluzione della Silver Economy.
L’Europa affronta da decenni un evidente processo di invecchiamento demografico, guidato da tassi di fertilità storicamente bassi, aumento dell’aspettativa di vita e, in alcuni casi, modelli migratori. Secondo i dati di Eurostat, in Europa gli over 65 passeranno da 90,5 milioni del 2019 a 129,8 milioni nel 2050. In Italia, la situazione è ancora più marcata: entro il 2050 quasi il 46% della popolazione avrà più di 55 anni.
Nel Rapporto “Abitare la longevità” di Abitare e Anziani (AeA) emerge che una larga maggioranza degli anziani, circa l’80%, vive in case di proprietà, tuttavia gran parte delle abitazioni risale a oltre 40 anni fa. Di queste, una quota notevole presenta criticità: molte abitazioni sono prive di ascensore, mentre una minoranza non dispone nemmeno di riscaldamento. Tali limiti strutturali evidenziano la necessità di soluzioni abitative innovative, capaci di rispondere ai bisogni specifici di questa fascia della popolazione.

Photo: Unsplash / Alexander Andrews
Che cos’è il “senior housing”
Con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone in età avanzata, ma ancora autosufficienti, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato oltre 300 milioni di euro per la riconversione delle residenze per anziani in strutture di senior housing. L’investimento rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: l’obiettivo è promuovere l’autonomia e il benessere individuale in ambienti che favoriscono la condivisione e il supporto.
In Europa esistono già modelli consolidati di senior living che riflettono le specificità culturali dei singoli Paesi: nel Regno Unito l’Assisted Living privilegia autonomia e privacy; in Francia le Résidences Services Seniors puntano su socialità e lifestyle, mentre in Germania il Betreutes Wohnen offre soluzioni compatte ed efficienti.
Roma e Milano: i primi passi
L’Italia avanza in questa direzione con progetti come Spazio Blu a Roma, frutto della collaborazione tra INPS, CDP Real Asset, Policlinico Gemelli e Investire SGR. Il piano prevede un investimento di 130 milioni per trasformare nove edifici in 300 appartamenti. Il progetto ha coinvolto il Policlinico Gemelli, integrando servizi sanitari di base negli spazi comuni.
A Milano, nell’area dell’ex Trotto di San Siro, CDP ha siglato un accordo con Banca Finint e Hines, stanziando 250 milioni attraverso il fondo AshITA. Il piano ha previsto 360 unità a canone convenzionato, creando un complesso con aree verdi e spazi per attività sociali.

Photo: Unsplash / LOGAN WEAVER
Un mercato da 200 miliardi di euro
Dal punto di vista economico, il settore offre opportunità considerevoli. Secondo Confindustria, gli over 65 rappresentano un quinto dei consumi totali delle famiglie italiane, con una spesa complessiva di circa 200 miliardi di euro. Una quota destinata a crescere fino al 25% nel 2030 e al 30% nel 2050.
Il senior living si inserisce dunque in un contesto demografico ed economico in rapida evoluzione, dove l’invecchiamento della popolazione e la crescente domanda di soluzioni abitative innovative rappresentano sfide e opportunità. Resta da vedere come il mercato immobiliare e i servizi dedicati sapranno rispondere a queste trasformazioni, bilanciando accessibilità economica, inclusività e sostenibilità.
Riproduzione riservata
Photo cover: Freepik
