Le Positive Organizations promuovono una cultura che integra benessere e crescita, creando ambienti di lavoro (e non solo), che favoriscono l’autenticità, la sicurezza psicologica e il supporto reciproco delle persone. Lo spiega Dennis Tonon, Deputy Industrial Director di Amorim Cork Italia.
Felicità, benessere e miglioramento delle performance aziendali, leadership positiva, innovazione gestionale strategica, ambiente lavorativo sano: sono le parole chiave che caratterizzano il percorso di Dennis Tonon, classe 1993, attualmente Deputy Industrial Director presso Amorim Cork Italia, azienda attiva nella produzione e vendita di tappi in sughero. Proprio in questa azienda, dopo aver ottenuto le certificazioni “Lean Six Sigma Yellow Belt” e “Green Belt”, basate su una metodologia che permette alle aziende di competere nel mercato attuale, di migliorare i processi aziendali e ridurre gli sprechi e gli errori, Tonon si è concentrato sul modello delle “Positive Organizations”, con cui le persone possono esprimere il loro pieno potenziale tra crescita e benessere. Tanto da ricevere nel 2023 il “Positive Leadership Award”, selezionato tra 7.399 candidature provenienti da 18 Paesi su 5 continenti, un premio che celebra l’eccellenza nella leadership positiva e nell’innovazione gestionale e strategica per le imprese.

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Cosa sono le Positive Organizations?
La Positive Organization è un modello culturale, progettato per coniugare eccellenza e benessere, creando un ecosistema in cui le persone possano esprimere il massimo del proprio potenziale attraverso relazioni autentiche e obiettivi condivisi. Ciò che distingue queste organizzazioni è un forte proposito collettivo, che va oltre il semplice coinvolgimento dei dipendenti, promuovendo un benessere integrato in cui la crescita individuale e il successo aziendale si rafforzano reciprocamente. Una vasta letteratura testimonia i risultati tangibili raggiunti da queste organizzazioni: un aumento della produttività fino al 31% (Greenberg & Arakawa), un incremento della retention dei dipendenti fino al 44% (Gallup), una riduzione del turnover fino al 55% (Gallup), una diminuzione dell’assenteismo per malattia fino al 66% (Forbes) e un miglioramento dell’EBITDA fino al 18% (McKinsey & Company). Questi dati dimostrano che coltivare una cultura organizzativa positiva non è solo un imperativo etico, ma una strategia competitiva efficace, capace di generare vantaggi misurabili nel lungo termine.
C’è un modello di riferimento?
Questo modello si fonda su una visione olistica e interdisciplinare, attingendo ai principi della scienza della felicità e a discipline come la psicologia positiva, le neuroscienze, la biologia, la chimica e l’economia. L’obiettivo non è solo quello di creare un luogo di lavoro efficiente, ma di costruire un ecosistema organizzativo in cui ogni individuo possa prosperare, contribuendo in modo significativo agli obiettivi collettivi. Va sottolineato che una Positive Organization non è un luogo di lavoro idealizzato, fatto di felicità costante o entusiasmo forzato. Al contrario, è uno spazio che riconosce l’autenticità delle persone, valorizzando sia i successi che i momenti di difficoltà. In questo contesto, la sicurezza psicologica diventa il cardine: un ambiente in cui ciascun individuo può essere sé stesso, affrontare le sfide con il supporto del gruppo e crescere in modo sostenibile. In Italia, il modello delle Positive Organizations è ancora poco diffuso e spesso confuso con semplici politiche di welfare aziendale. La differenza è sostanziale: mentre il welfare offre benefici “limitati” e specifici, le Positive Organizations trasformano l’intera cultura aziendale, creando un vero e proprio “ecosistema” capace di generare valore umano e organizzativo nel lungo periodo. In altre parole, il welfare è una goccia nel mare, mentre la Positive Organization è il mare stesso: un cambiamento profondo e sistemico, progettato per costruire organizzazioni non solo più performanti, ma anche più umane.
In ottica di benessere e longevità quanto è importante e come agisce il concetto delle Positive Organizations?
Il modello della Positive Organization ha un impatto profondo e multidimensionale sul benessere e sulla longevità, sia in ambito lavorativo che familiare. Un ambiente organizzativo positivo, infatti, può migliorare non solo la vita professionale delle persone, ma anche la loro salute fisica, mentale ed emotiva. Uno studio dell’Istituto Karolinska, condotto da Anna Nyberg, ha dimostrato che il tipo di leadership influisce direttamente sulla salute dei dipendenti. Leader che generano ambienti di lavoro stressanti aumentano significativamente il rischio di malattie cardiache tra i collaboratori.

Dennis Tonon
Al contrario, leader capaci di favorire relazioni sociali positive creano condizioni che migliorano il benessere generale, traducendosi in meno assenze per malattia, tempi di recupero più rapidi, una riduzione della depressione, un apprendimento più veloce e prestazioni più elevate. Questa connessione tra relazioni sociali e salute è stata ulteriormente confermata dalla ricerca di Sarah Pressman, dell’University of California, Irvine. Il dato più sorprendente? La probabilità di morte prematura è del 70% più alta per chi ha relazioni sociali scarse, un valore che supera gli effetti negativi di obesità (20%), abuso di alcol (30%) e fumo (50%). Questo evidenzia quanto i luoghi di lavoro tossici possano influire non solo sulla produttività, ma anche sull’aspettativa di vita.
Può approfondire l’ambito di applicazione aziendale?
Un ambiente di lavoro positivo stimola inoltre il cervello a funzionare meglio. Quando il nostro cervello è in uno stato positivo, la produttività aumenta del 31% rispetto a uno stato negativo, neutro o stressato. Questo fenomeno è dovuto alla dopamina, una molecola che, rilasciata in stati di benessere, svolge due funzioni fondamentali: non solo incrementa la felicità, ma potenzia anche le capacità di apprendimento. La dopamina attiva tutti i centri di apprendimento del cervello, migliorando attenzione, concentrazione e memoria. Grazie a essa, siamo in grado di adattarci in modo più efficace e innovativo, elevando così le nostre prestazioni complessive. È, in sostanza, la molecola che guida motivazione e performance. L’ossitocina gioca un ruolo altrettanto cruciale. Quando le persone si sentono connesse, accolte e valorizzate, questa molecola riduce i livelli di stress e ansia, migliorando la capacità di leggere le emozioni altrui e rafforzando il senso di appartenenza e socializzazione. L’ossitocina è quindi alla base dell’engagement e della fiducia all’interno delle organizzazioni.
E per quanto riguarda l’ambiente familiare?
Questi benefici non si limitano al contesto professionale. La riduzione dello stress sul lavoro si riflette positivamente anche sulla vita familiare. Alcuni studi dimostrano che lo stress cronico dei genitori può aumentare il rischio di dipendenze nei figli, evidenziando come il benessere organizzativo contribuisca a creare un equilibrio psicologico che va ben oltre l’ufficio. Creare un ambiente sano non è solo una questione etica, ma una necessità strategica per costruire una società più resiliente, in cui il benessere individuale alimenta il benessere collettivo. Questo circolo virtuoso non solo migliora le prestazioni aziendali, ma contribuisce a creare una vita professionale e personale più equilibrata e soddisfacente.
Come Deputy Industrial Director di Amorim Cork, ha qualche esempio pratico e significativo di felicità organizzativa?
Sul fronte del welfare, abbiamo introdotto una serie di progetti che abbracciano salute, sostenibilità e conciliazione vita-lavoro. Tra le iniziative, offriamo un check-up medico gratuito annuale a tutti i collaboratori, in collaborazione con un centro medico specializzato, promuovendo così la prevenzione e la salute. Grazie a una partnership con una onlus, mettiamo a disposizione frutta fresca a chilometro zero, incoraggiando abitudini alimentari sane e sostenibili. Per favorire uno stile di vita attivo e una mobilità sostenibile, abbiamo introdotto biciclette aziendali, utilizzabili dai collaboratori durante le pause pranzo.
Con la Certificazione Family Audit, abbiamo adottato numerose misure per migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro, mentre attraverso la nostra Amorim Cork Academy offriamo formazione continua in diversi ambiti, valorizzando la crescita professionale e personale di tutta la forza lavoro. Inoltre, stiamo lavorando per ottenere la certificazione della parità di genere, a conferma del nostro impegno verso l’inclusione e l’equità. Tuttavia, il welfare rappresenta solo il punto di partenza. Come mi piace sottolineare, queste iniziative sono “gocce” di benefici, ma il nostro vero obiettivo è costruire il “mare”: un solido modello culturale basato sui principi delle Positive Organizations. Come anticipato, questo modello si fonda su una visione interdisciplinare che attinge da campi come la psicologia positiva, le neuroscienze, la biologia, la chimica e l’economia. L’intento principale è quindi rendere queste conoscenze accessibili e applicabili a tutta l’organizzazione, creando consapevolezza sull’impatto che determinati comportamenti esercitano sia a livello fisiologico che organizzativo.
E quali riscontri avete ricevuto?
In quest’ottica, promuoviamo la condivisione di best practice e delle più recenti ricerche su queste tematiche, traducendo la scienza in strumenti pratici per il miglioramento personale e collettivo. Questo approccio integrato non si limita a fornire informazioni, ma punta a generare un cambiamento reale, offrendo a ogni individuo le conoscenze necessarie per comprendere e valorizzare il proprio ruolo all’interno dell’organizzazione. Per concretizzare questa visione, abbiamo istituito il gruppo degli Energizzatori, figure chiave all’interno delle Org+ impegnate a facilitare il cambiamento culturale nell’organizzazione, promuovendo una cultura basata sulla crescita e sullo sviluppo continuo. Il gruppo, composto da collaboratori di diverse aree aziendali, si riunisce mensilmente seguendo una dinamica di rotazione: ogni mese un membro legge un libro su tematiche legate al modello Org+ e ne presenta i contenuti al gruppo, generando così una contaminazione di contenuti che viene poi trasferita al resto dell’organizzazione. Un altro strumento fondamentale è il “Manifesto dei Principi dell’Energizzatore”, che evidenzia un concetto cruciale: il potere e l’influenza nelle aziende di oggi hanno meno a che fare con le posizioni dei dipendenti nell’organigramma e più con la loro capacità di dare energia agli altri nelle loro reti organizzative. Questo manifesto, esposto in tutte le aree di lavoro, include 15 principi chiave, come l’agire con coerenza, la gratitudine e la capacità di unire e trainare, che guidano i comportamenti e contribuiscono a creare un ambiente lavorativo positivo e produttivo. I riscontri sono stati estremamente positivi, sia internamente che esternamente. Le analisi del clima aziendale, condotte regolarmente, mostrano un miglioramento significativo nei livelli di soddisfazione, engagement e senso di appartenenza dei collaboratori.
Come comunicate questi valori?
Per garantire l’assimilazione e l’applicazione concreta di questi principi, ho implementato una strategia di comunicazione multilivello. Attraverso la nostra TV aziendale, ogni mese viene approfondito un principio del manifesto, corredato da una ricerca scientifica e da un libro consigliato. Parallelamente, una newsletter mensile fornisce ulteriori approfondimenti, suggerendo azioni consigliate, vantaggi dell’adozione del principio, ricerche a suo sostegno e una citazione dal libro suggerito.

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Quali sono le prospettive future?
Guardando al futuro, credo fermamente che la leadership positiva e l’innovazione saranno sempre più centrali per affrontare le sfide globali. Le organizzazioni di oggi, e ancor più quelle del domani, dovranno integrare tecnologia e umanità, dati e relazioni, per creare valore in un contesto sempre più interconnesso e complesso. Queste non sono semplici competenze tecniche, ma veri e propri mindset trasformativi, in grado di influenzare profondamente il modo in cui lavoriamo, collaboriamo e viviamo.
Come mantiene l’equilibrio tra vita privata e lavoro?
Investendo una quantità significativa di tempo nel lavoro e coltivando molteplici interessi, riconosco che mantenere l’equilibrio tra vita privata e professionale non è sempre semplice. Per me, l’organizzazione è un elemento fondamentale, ma non la considero una mera questione di gestione del tempo. Ritengo, invece, che l’equilibrio consista soprattutto nella capacità di rimanere fedele ai propri valori. Dedico tempo alla famiglia, agli amici e a me stesso, consapevole che il benessere personale non solo arricchisce la mia vita privata, ma si riflette anche sulla qualità della mia leadership. Credo fermamente che il benessere sia una responsabilità reciproca, un impegno che inizia dal prendersi cura di sé per poter offrire un supporto autentico e significativo agli altri.
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