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Euler Colloquium 2026: a Lugano il futuro della longevità

di Leandro Ungaro

Il 24 marzo 2026, nella cornice dell’Hotel De La Paix di Lugano, si è svolto l’Euler Colloquium 2026, un evento internazionale che ha posto al centro del dibattito uno dei temi più rilevanti e attuali: la longevità consapevole e la salute del cervello.

Promosso da BrainCircle Luganoin collaborazione con importanti istituzioni accademiche e scientifiche, tra cui l’Università della Svizzera Italiana, l’Istituto Eulero (USI), la Swiss Brain Health Foundation, l’Istituto di Ricerca Traslazionale IRT (USI-EOC), la SUPSI e la Fondazione Sir John Eccles, l’Euler Colloquium 2026 ha rappresentato un momento di confronto tra discipline diverse, unendo scienza, tecnologia, medicina e dimensione sociale.

Ad aprire i lavori è stata la professoressa Antonietta Mira, presidente di BrainCircle Lugano, che ha dato avvio a una giornata caratterizzata da un intenso scambio di idee e prospettive, evidenziando l’importanza di una divulgazione scientifica rigorosa ma accessibile e sottolineando il valore della collaborazione tra ricerca, istituzioni e cittadini. L’iniziativa ha inoltre beneficiato del sostegno di Lexenthys, a testimonianza di un interesse crescente verso i temi della longevità anche da parte del mondo imprenditoriale. Nel corso della giornata si sono succeduti interventi di altri relatori, tra cui il Premio Nobel per la chimica 2004 Aaron Ciechanover in video conferenza, Indrit Bègue, Marco Barbero, Giorgio Vallortigara, Andreas Cerny, Vittorio Limongelli, Guenda Bernegger, Gabriele Balbi, Amalia Mirante e Giorgia Melli, i quali hanno contribuito ad arricchire il dibattito attraverso approcci multidisciplinari.

 

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La longevità coinvolge molti ambiti disciplinari

Fin dalle prime riflessioni è emersa con chiarezza una considerazione centrale: la longevità non può più essere interpretata esclusivamente come una questione sanitaria. L’invecchiamento si configura infatti come una sfida complessa che coinvolge simultaneamente ambiti diversi, dalla biologia e medicina fino alla tecnologia, passando per l’economia, la sostenibilità e la comunicazione. Questo cambio di prospettiva segna il passaggio da una visione dell’invecchiamento come problema da gestire a una nuova interpretazione che lo considera un’opportunità da costruire e governare.

Tra i contributi più significativi, Ciechanover ha offerto una riflessione approfondita sul paradosso della medicina contemporanea. Se da un lato i progressi scientifici hanno consentito un significativo allungamento dell’aspettativa di vita, dall’altro hanno favorito l’emergere di nuove patologie legate all’invecchiamento, come tumori e malattie neurodegenerative. Parallelamente, le scoperte nel campo dei meccanismi cellulari, in particolare quelle relative alla regolazione delle proteine, dimostrano come la ricerca di base possa tradursi in applicazioni terapeutiche concrete. Ne deriva un messaggio chiaro: vivere più a lungo implica l’assunzione di nuove responsabilità, non soltanto la disponibilità di cure più avanzate.

Aaron Ciechanover, פרס א.מ.ת, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Personalizzazione della medicina

Un altro tema centrale ha riguardato l’evoluzione della medicina verso modelli sempre più personalizzati. Le tecnologie genetiche oggi permettono di comprendere in modo sempre più preciso il profilo biologico dell’individuo, di anticipare il rischio di sviluppare determinate patologie e di costruire percorsi terapeutici su misura. Tuttavia, queste innovazioni sollevano interrogativi rilevanti legati all’accesso equo alle cure, alla gestione dei dati sensibili e alla definizione del confine tra prevenzione e predizione. In questo scenario, mentre la tecnologia procede a ritmi accelerati, diventa indispensabile che la riflessione etica accompagni e orienti tali sviluppi.

Grande attenzione è stata inoltre dedicata al ruolo del cervello, considerato non solo come organo biologico ma come fulcro delle funzioni cognitive, emotive e relazionali. Le nuove prospettive di studio, che spaziano dall’approfondimento del cervelletto fino al concetto di cervello sociale, evidenziano come pensiero, emozioni e relazioni rappresentino dimensioni fondamentali per il benessere complessivo e la qualità della vita. In questo senso, la longevità assume una valenza più ampia, che va oltre la dimensione fisica per includere quella mentale ed emotiva, profondamente intrecciata con la sfera relazionale.

 

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Società e prevenzione

Accanto alla ricerca scientifica, è stato ribadito il ruolo cruciale della prevenzione. La costruzione di una vita lunga e di qualità passa attraverso comportamenti quotidiani consapevoli, che comprendono l’attività fisica regolare, un’alimentazione equilibrata, la stimolazione cognitiva e la cura delle relazioni sociali. Le evidenze scientifiche convergono nel sottolineare come molti fattori di rischio siano modificabili, rendendo ciascun individuo protagonista attivo del proprio percorso di vita e di salute.

Un ulteriore aspetto di grande rilievo riguarda il ruolo della società nel suo complesso. La longevità non può essere considerata solo una questione individuale, ma richiede una visione collettiva che coinvolga la progettazione delle città, l’evoluzione dei modelli sociali, l’adeguamento delle politiche pubbliche e la creazione di spazi che favoriscano l’incontro e la partecipazione. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile costruire contesti capaci di sostenere una vita lunga e di qualità per tutti.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda durante la quale i relatori si sono confrontati sui grandi interrogativi del futuro, interrogandosi sulla possibilità di estendere ulteriormente la durata della vita, sui limiti della scienza e sulla necessità di trovare un equilibrio tra innovazione ed etica. Dal dibattito è emersa una visione condivisa: la longevità rappresenta non solo una conquista scientifica, ma anche una responsabilità collettiva che coinvolge l’intera società. L’Euler Colloquium 2026 ha dunque restituito un quadro chiaro e articolato, delineando la longevità come un percorso che integra conoscenza scientifica, consapevolezza individuale e responsabilità sociale. La vera sfida non consiste semplicemente nell’allungare la vita, ma nel migliorarne la qualità, costruendo un futuro in cui vivere più a lungo significhi anche vivere meglio, insieme.

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Photo: Unsplash / Outward Bound Costa Rica

Nota dell’autore

La longevità non è un concetto distante né una prospettiva che riguarda esclusivamente il futuro o altre persone, ma una realtà che coinvolge ciascun individuo nel presente. La scienza mette a disposizione strumenti sempre più avanzati, ma il cambiamento autentico si realizza quando la conoscenza si trasforma in consapevolezza e, soprattutto, in azione concreta. La costruzione della longevità avviene quotidianamente, attraverso scelte, comportamenti e relazioni che intrecciano sapere e dimensione umana. In questa prospettiva risiede forse la chiave più profonda: non si tratta di vivere più a lungo per aggiungere tempo alla vita, ma di vivere meglio per dare valore al tempo a disposizione.

 

[blockquote align=”none” author=”Leandro Ungaro – Direttore Responsabile“]

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