Dal 21 al 23 aprile 2026, l’evento riunisce esperti e aziende per discutere prevenzione, tecnologia e sostenibilità. Tra i contributi scientifici, uno studio italiano evidenzia il ruolo dell’attività fisica nella salute della colonna vertebrale.
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- 21–23 aprile 2026
- Exposanità 2026
- Bologna Fiere
- Via di Corticella 181/3 – Bologna
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È iniziato Exposanità 2026, appuntamento di riferimento per il settore sanitario che riunisce a Bologna professioni sanitarie, aziende e istituzioni per affrontare le sfide attuali della medicina. L’evento rappresenta un momento di confronto in un contesto segnato dall’aumento dell’aspettativa di vita e dalla necessità di rafforzare i modelli di prevenzione.

Un focus sulla sanità contemporanea
In un panorama caratterizzato da cambiamenti demografici significativi, Exposanità assume un ruolo chiave nel promuovere approcci sostenibili e orientati alla qualità della vita. Grande attenzione viene riservata alla prevenzione e alla diagnosi precoce, considerate leve fondamentali per ridurre l’impatto delle patologie croniche e migliorare il benessere della popolazione.
In questo contesto si inserisce la presentazione di uno studio italiano dedicato al rapporto tra attività fisica e postura nell’invecchiamento della donna, offrendo nuove evidenze scientifiche su un tema centrale per la salute pubblica. I risultati dello studio vengono presentati proprio in occasione della manifestazione, per evidenziare come l’attività fisica sia un fattore determinante per il mantenimento dell’equilibrio della colonna vertebrale nelle donne anziane.
Le nuove tecnologie di analisi posturale
Lo studio si inserisce nel progetto “Walking Leaders”, sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e il Policlinico “Paolo Giaccone”, con l’obiettivo di promuovere modelli integrati di prevenzione basati sull’attività fisica adattata.
Analizzando donne tra i 65 e i 79 anni, i ricercatori hanno rilevato che livelli più bassi di movimento sono associati a un peggioramento significativo dell’equilibrio sagittale, con una maggiore inclinazione in avanti del tronco. Questo squilibrio, pur non mostrando differenze sul piano frontale, risulta strettamente collegato a un aumento del rischio di cadute, dolore, limitazioni funzionali e una generale riduzione della qualità della vita, confermando il suo ruolo come indicatore chiave di disfunzione posturale nell’invecchiamento.

Photo: ufficio stampa Sensor Medica
Prospettive di prevenzione
«I risultati dimostrano in modo chiaro che il livello di attività fisica incide direttamente sull’equilibrio sagittale della colonna vertebrale», afferma in una nota stampa Giuseppe Messina, professore associato in Scienze motorie e sportive e coordinatore dello studio per la sua area di competenza. «Disporre di strumenti non invasivi e ripetibili consente oggi di monitorare queste variazioni nel tempo e di intervenire precocemente, con importanti ricadute sulla prevenzione e sulla qualità della vita».
La presentazione dello studio all’interno di Exposanità 2026 evidenzia il valore della ricerca applicata nel rispondere alle sfide dell’invecchiamento. In un contesto in cui la popolazione anziana cresce costantemente, l’integrazione tra innovazione tecnologica e promozione dell’attività fisica si conferma una leva essenziale per migliorare la qualità della vita e garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari. L’evento bolognese si afferma così come una piattaforma concreta di confronto e sviluppo, capace di orientare il presente e il futuro della sanità.
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Photo cover: Shurkin_son / Freepik
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