Accogliere in famiglia un animale da compagnia, che sia cane o gatto, significa intraprendere un viaggio a lungo termine fatto di affetto, cura e qualche preoccupazione, come accade in ogni storia d’amore. Ne parliamo con Maria Assunta Mandozzi, medica veterinaria.
Secondo i dati raccolti dai Carabinieri Forestali di Roma, in Italia nel 2023 sono stati abbandonati circa 80mila gatti e 50mila cani, e solo il 20% è approdato in queste strutture. Si tratta dei superstiti, sfuggiti a incidenti stradali, avvelenamenti o maltrattamenti, uniti da un unico desiderio: trovare una famiglia. La prima decisione importante è scegliere se acquistare il cucciolo in un allevamento o adottare un animale che potrebbe già essere adulto, dando una seconda possibilità a chi, in realtà, non ha avuto nemmeno la prima. Si tratta dei cani e dei gatti che vivono nei canili e nei gattili, alcuni nati randagi, altri vittime di abbandono. Approfondiamo il fenomeno con la dottoressa Maria Assunta Mandozzi, veterinaria che ha il suo ambulatorio a Offida (Ascoli Piceno).
Che differenze psico-fisiche ci sono tra un cane o un gatto acquistato in allevamento o in un negozio e quelli che vivono nelle strutture di accoglienza?
Adottare un cucciolo di razza permette di conoscerne anticipatamente le caratteristiche caratteriali, fisiche e attitudinali. I cuccioli che arrivano nelle strutture di accoglienza, invece, sono soggetti di cui non sappiamo nulla, nati da accoppiamenti casuali. Adottarne uno «È come aprire una scatola di cioccolatini…Non sai mai quello che ti capita!», per riprendere una famosa frase tratta dal film Forrest Gump. Che si tratti di un cucciolo o di un soggetto già adulto, portare a casa un animale che ha trascorso mesi o anni in una gabbia è sicuramente una scelta d’amore molto coraggiosa che necessita di tanta pazienza e tempo da dedicare al nuovo arrivato che, sicuramente, presenterà almeno all’inizio uno stato psicologico alterato.

Maria Assunta Mandozzi
Come vive un cane o un gatto in queste strutture?
Nonostante alcune strutture presentino aree verdi per permettere agli ospiti di muoversi all’aria aperta, il cane o il gatto è privato della sua libertà e passa la maggior parte della giornata dietro le sbarre di un box da solo, o insieme a compagni con cui la convivenza non è sempre facile. Il cibo non è di prima qualità e la vita è alienante, trascorsa nell’attesa che passi qualcuno, volontari o addetti alla pulizia, a donare una carezza. È un’esistenza che può indurre turbe comportamentali: i cani possono girare su sé stessi, abbaiare incessantemente o diventare estremamente paurosi, mentre i gatti possono sviluppare disturbi come vocalizzazioni ricorrenti o autolesionismi da leccamento.
Come scegliere il cane o il gatto che fa per noi?
Sconsiglio l’adozione di un cucciolo di cane sia a persone anziane che a persone con una vita frenetica e poco tempo a disposizione. Un cucciolo di cane necessita di tempo, educazione e gioco, mentre un gattino potrebbe essere la scelta giusta, è più gestibile, autonomo e non soffre la solitudine. Adottare un cane adulto, tra i 2 e i 5 anni, è consigliabile, perché sappiamo già tutto: taglia, carattere o eventuali patologie congenite.
Consiglio sempre di ascoltare quanto riferito dai volontari delle strutture e in ultimo lasciarsi trasportare dall’istinto, anche se spesso sento i miei clienti dire:«È lui/lei che ha scelto me!».
Quali accortezze dobbiamo assumere una volta portato l’animale a casa?
È fondamentale creare un rapporto conoscitivo e di fiducia con il soggetto presso la struttura di accoglienza, tornando più volte a trovarlo prima di portarlo a casa. Coccolarlo, spazzolarlo, portarlo a fare una passeggiata è molto utile. A casa non si deve far altro che continuare il percorso conoscitivo e lasciare al cane o al gatto la possibilità di odorare, girovagare e ritrovare le abitudini già instaurate con noi in struttura. Consiglio sempre di contattare un educatore che possa affiancare l’adottante per evitare errori di comportamento, soprattutto in presenza di bambini o altri animali.

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Come comportarsi con soggetti che hanno subito dei traumi? Possono superarli?
Dipende dalla gravità del trauma, ma nella maggior parte dei casi c’è la risoluzione dei vari disturbi comportamentali. Sicuramente dobbiamo armarci di pazienza, ma già il passaggio da una reclusione in gabbia a una vita libera in famiglia rendono l’animale più collaborativo e sereno.
Adottare comporta delle spese?
Adottare un cane o un gatto da una struttura non ha nessun costo. Gli ospiti delle strutture sono tutti regolarmente vaccinati, sverminati ed effettuano trattamento antiparassitario.
Adottare è una scelta etica, da compiere consapevolmente e che implica una responsabilità a lungo termine, ma è una decisione che regala una vita vera a chi sta solo sopravvivendo. È una decisione che sarà ripagata dal nostro pet con un amore e gratitudine incondizionati, che non verranno mai meno e che ci doneranno serenità e benessere emotivo.
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