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Creare habitat per la salute: il ruolo del pet design nel benessere animale

di Leandro Ungaro
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Laurea in Architettura con un Master in design strategico. Istruttrice cinofila con un Master alla Facoltà di Veterinaria dell’Università di Parma, Amelia Valletta si occupa di progetti di ricerca e consulenza nel campo del benessere degli animali domestici.

Il Pet Design, guidato dalla visione dell’architetto Amelia Valletta, sta rivoluzionando il modo in cui i nostri animali domestici vivono e interagiscono con noi, migliorando non solo la loro qualità della vita ma anche la loro longevità. Valletta, pioniera nel campo del Pet Design con un approccio zoo-antropologico, ci guida attraverso i principi fondamentali che rendono gli spazi e i prodotti amici degli animali non solo funzionali, ma veri e propri alleati della loro salute e benessere a lungo termine.

Architetto Valletta, come definirebbe il concetto di Pet Design e qual è la sua importanza nel contesto attuale?

“Pet Design” significa progettare strategie di coesistenza tra umani e mondo animale attraverso il design, con una visione meno antropocentrica della vita, mettendo sullo stesso livello d’importanza la soggettività e i bisogni dell’animale e quelli dell’uomo. Euromonitor ha stimato quasi 65 milioni di pet in Italia nel 2023. Quasi 19 milioni sono i cani e i gatti e dal sondaggio Doxa17 per Assalco, si rileva che il 42% delle famiglie italiane è proprietario di uno o più animali da compagnia. Le nostre vite e le nostre case sono dunque abitate da animali, delle cui esigenze non sempre si tiene conto.

Certamente il suo interesse per la zooantropologia avrà influenzato molto la sua carriera nel Pet Design ma, data la sua formazione in Architettura, come ha iniziato a interessarsi e quale è stata la sua principale ispirazione per entrare in questo campo?

Sono partita dal voler essere una proprietaria di cani e gatti consapevole e attenta a tutte le loro necessità, conscia di quanto il loro benessere fosse espressione del sistema di relazioni e delle qualità del contesto circostante. Per questo motivo, mentre svolgevo la professione di architetto e designer, ho approfondito il tema “animale” con studi specialistici e accademici, nell’ambito della psicologia cognitiva, dell’etologia, della medicina veterinaria comportamentale, che mi hanno portato a rivedere il mio lavoro di progettista. Ho fondato The HAD (Human Animal Design), il primo studio italiano nella ricerca e consulenza sul Pet Design con approccio cognitivo zoo-antropologico, per progettare ambienti e prodotti volti a favorire la convivenza e la relazione di diverse specie.

Come bilanciare le esigenze degli animali domestici con quelle estetiche degli spazi abitativi degli umani?

Il fine è quello di aumentare il benessere degli animali all’interno degli spazi costruiti, migliorare la qualità della relazione con l’uomo, favorire una loro più corretta inclusione nel paesaggio urbano, attraverso il progetto di spazi, ambienti, prodotti e servizi adeguati. Il Pet Design, pertanto, parte dall’osservazione e la comprensione dei comportamenti animali e dei loro processi mentali e relazionali, è attento alle caratteristiche specie-specifiche dell’animale, ai suoi bisogni così come a quelli degli umani conviventi. Nel 2023 abbiamo messo a punto una proposta di metodo – AAES Ambienti e Arredi Etero Specifici© ™ – che consiste nell’operare attraverso l’uso integrato di strumenti valutativi propri della progettazione “user centered” tarata sull’ascolto dei bisogni dei fruitori finali, anamnestici propri della medicina veterinaria comportamentale e della zooantropologia relazionale. Un approccio interdisciplinare che ci rende unici e un riferimento in Italia e all’estero nel Pet Design.

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Nella progettazione ambientale, per esempio, partiamo sempre da una consulenza di valutazione ambientale, verifichiamo l’adeguatezza dello spazio costruito alle necessità degli animali e umani che lo vivono, in termini di capienza, articolazione, percorsi, parametri aeroilluminanti e termici, percettivi, in particolare olfattivi e tattili, motivazionali, relazionali, comportamentali.

Non progettiamo cucce per cani o tiragraffi per gatti. Ma sistemi integrati, usati da noi e da loro, che creino significati e relazioni.

Successivamente predisponiamo un piano di adeguamento e arricchimento ambientale per rendere gli spazi funzionali e consentire a tutti gli utenti di viverli al meglio, con proposte di materiali, colori, finiture, organizzazione dello spazio, arredamento. La parola d’ordine è integrare. Rispettiamo, valorizziamo e capitalizziamo le differenze individuali, consentendo a ognuno di trovare il proprio benessere all’interno dello spazio costruito e favorendo al contempo l’integrazione del loro vissuto. Non progettiamo cucce per cani o tiragraffi per gatti. Ma sistemi integrati, usati da noi e da loro, che creino significati e relazioni.

Come tenete conto delle diverse esigenze comportamentali e fisiche delle varie specie animali nei progetti?

È fondamentale la fase iniziale di valutazione ambientale, comportamentale e relazionale. Grazie al nostro team di architetti, designer, MVC (veterinari comportamentali) ed etologi, studiamo abitudini e necessità di tutti, per poi fornire soluzioni di progetto multidisciplinari calate nel quotidiano e arricchite da indicazioni comportamentali. Negli ambienti con un solo animale è più semplice, ovvio. In ambienti multipet, invece, che siano residenziali, uffici, di ospitalità o professionali come gli studi veterinari, la progettazione è più complessa, poiché deve tener conto del benessere degli animali e, al contempo, delle necessità di usufruitori umani, abitanti, visitatori, operatori…

In che modo il design degli spazi e prodotti specifici può influenzare la salute mentale e fisica e, quindi, contribuire a migliorare la longevità e il benessere degli animali domestici?

Le nostre consulenze specialistiche dimostrano quanto un ambiente ben concepito o un prodotto attento ai bisogni del soggetto, alla fisiologia, alle doti percettive, all’etologia delle caratteristiche specie-specifiche, alla relazione con il proprietario, possano impattare positivamente sui comportamenti degli animali, sul loro equilibrio, abbassando i livelli di stress ambientale e generando nuove opportunità di agio espressivo, in linea con i loro bisogni, desideri, talenti. In questo modo andiamo a favorire l’omeostasi e a migliorare le competenze adattive e sociali dell’animale agendo sulle qualità ambientali. Abbiamo introdotto il concetto di aree vitali e di aree di appagamento specie-specifiche. Operiamo su un angolo, una stanza, fino alla configurazione di veri e propri micro-habitat perfettamente integrati nel contesto “umano” pre-esistente.

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Nel design di interni, le richieste che riceviamo più frequentemente riguardano l’adeguamento per prevenire o risolvere conflitti tra animali conviventi, temporanei come nelle strutture ricettive, o permanenti come nelle famiglie. Siamo chiamati anche per arricchire l’ambiente in presenza di gatti, evitando, tuttavia, soluzioni troppo dedicate e quasi mai integrate al contesto preesistente.

I nostri principali interlocutori sono le aziende, del settore pet industry o quelle che vorrebbero creare nuovi prodotti e servizi dedicati.

Un altro aspetto su cui interveniamo spesso riguarda il benessere di soggetti fragili, come i cani anziani o i gatti disabili, soprattutto in termini di materiali e percorsi che facilitino sicurezza, deambulazione e orientamento. Spesso ci occupiamo di terapie ambientali, a integrazione di terapie convenzionali o non convenzionali prescritte dai MVC o in supporto al lavoro di istruttori o educatori cinofili.

Architetto, qual è il ruolo della tecnologia nel Pet Design moderno?

Integrare queste tecnologie nella gestione quotidiana del cane e gatto può offrire numerosi vantaggi in termini di sicurezza e monitoraggio del benessere. Possono invece generare un depauperamento della relazione quando diventano parte delle routine quotidiane. Dar da mangiare al proprio cane o al proprio gatto, rinforza la relazione e la referenza del proprietario.

Quali sono le sfide principali nel creare prodotti che siano funzionali per gli animali ed esteticamente piacevoli per i loro proprietari? Quali materiali utilizzare nei progetti di Pet Design e perché?

I nostri principali interlocutori sono le aziende, del settore pet industry o quelle che vorrebbero creare nuovi prodotti e servizi dedicati. Ci dedichiamo a loro creando linee guida volte a rendere la proposta di valore unica ed etologicamente corretta, poiché orientata al benessere degli animali e del sistema in cui vivono e a un proprietario sempre più consapevole.

Qual è il ruolo dell’educazione e della formazione nella promozione del benessere animale attraverso il design?

La formazione è propedeutica al benessere e alla convivenza con gli animali domestici. Con questo spirito ho ideato il Corso Executive di Pet Design al POLI.design del Politecnico di Milano, il primo in Italia e in Europa a gettare i fondamenti concettuali del Pet Design. Un corso rivolto ai professionisti interior e product designer, alle imprese che operano nel settore pet-industry e a quelle che desiderano entrarvi, per creare prodotti e servizi di successo, alle imprese dello hospitality e agli operatori del settore che desiderano acquisire conoscenze di base e sensibilità nell’ambito del progetto per animali domestici (prodotti, arredi, spazi) all’interno di ambienti costruiti. Il programma didattico si divide nelle seguenti aree disciplinari: il design, la medicina veterinaria, la zoo-antropologia, a cui segue una parte progettuale.

Quali consigli darebbe a qualcuno che vuole migliorare lo spazio abitativo per il proprio animale domestico, ma non sa da dove iniziare?

Direi di affidarsi a uno studio esperto in materia.

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E ai giovani designer interessati a entrare nel campo del Pet Design? Non dimentichiamoci che lei è anche una docente universitaria in questo campo specifico.

Di frequentare il Corso Executive in Pet Design in partenza a ottobre 2024, per acquisire conoscenze di base e sensibilità nell’ambito del progetto per animali domestici (prodotti, arredi, spazi) all’interno di ambienti costruiti.

In chiusura, ha progetti futuri o iniziative imminenti nel campo del Pet Design che può anticipare o che la entusiasmano particolarmente?

Abbiamo tanti progetti in corso con aziende, nel campo dell’architettura e del prodotto. Sempre più spesso si rivolgono a noi, per far fronte a una domanda crescente e sempre più attenta al benessere dei propri famigliari a quattro zampe.

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Leandro Ungaro

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