La tendenza a umanizzare la dieta dei pet con preparazioni casalinghe espone a deficit nutrizionali e infiammazioni croniche. Le indicazioni del veterinario Vittorio Saettone per tutelare la salute nell’invecchiamento.
Quasi sei proprietari di cani su dieci ritengono che l’alimentazione del proprio animale debba ricalcare quella umana. Un dato confermato da un sondaggio internazionale condotto dalla piattaforma di analisi nutrizionale veterinaria “Dog Food Advisor“, secondo cui il 56% delle persone applica ai propri cani le stesse abitudini della tavola di casa, mentre circa il 20% dei proprietari di gatti integra regolarmente il cibo felino con alimenti ad uso umano. Un cambio di passo culturale nella relazione con gli animali domestici che porta però a trasferire nella ciotola scelte e cibi senza considerare le loro reali esigenze biologiche.
Una corretta gestione dell’alimentazione estiva
Durante i mesi estivi, in particolare, una corretta gestione dell’alimentazione può contribuire a sostenere il benessere e la capacità dell’organismo di adattarsi allo stress da caldo. Garantire un’adeguata idratazione, somministrare i pasti nelle ore più fresche della giornata, aumentare quando necessario la quota di alimento umido e prestare attenzione alla conservazione degli alimenti sono accorgimenti che aiutano cani e gatti ad affrontare meglio le alte temperature.
Allo stesso tempo, mantenere una dieta stabile e bilanciata, evitando improvvisazioni e un’eccessiva umanizzazione della ciotola, favorisce l’equilibrio del microbiota intestinale e può contribuire a limitare quei processi infiammatori che, nel tempo, incidono sullo stato di salute. Anche il controllo delle porzioni, la moderazione degli snack e l’adattamento della dieta all’età e alle condizioni dell’animale rappresentano strategie semplici ma efficaci per favorire un invecchiamento più sano e preservare la qualità della vita.
La dieta influenza la qualità dell’invecchiamento nei cani e nei gatti
Dal punto di vista della medicina della longevità animale, l’alimentazione non riguarda solo l’equilibrio nutrizionale immediato, ma può influenzare nel tempo la qualità dell’invecchiamento, lo stato infiammatorio dell’organismo e il metabolismo generale. Evidenze pubblicate sulla rivista “American Journal of Veterinary Research“ nell’ambito del “Dog Aging Project” indicano che solo una minoranza delle diete casalinghe è completa e bilanciata secondo standard di riferimento, mentre la maggior parte presenta deficit micronutrizionali persistenti. Tali squilibri, se protratti, non si limitano a determinare carenze acute ma possono contribuire a una modulazione cronica dell’infiammazione di basso grado, uno dei principali fattori dell’invecchiamento biologico nei mammiferi.

Photo: Unsplash / Ayla Verschueren
In ambito felino, studi della UC Davis School of Veterinary Medicine confermano che le diete domestiche non soddisfano frequentemente i requisiti minimi, con frequenti carenze di taurina e con possibile esposizione a composti tossici come aglio e cipolla. Dal punto di vista biologico, carenze nutrizionali protratte nel tempo possono compromettere il corretto funzionamento delle cellule, indebolire il sistema immunitario e favorire quei processi infiammatori che contribuiscono all’invecchiamento dell’organismo.
Il ruolo del microbiota intestinale
Un ruolo sempre più importante è attribuito anche al microbiota intestinale, l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino e che contribuiscono alla digestione, alle difese immunitarie e all’equilibrio metabolico. Una dieta sbilanciata o continuamente modificata può alterare l’equilibrio del microbiota intestinale e favorire processi infiammatori cronici di basso grado, associati a un invecchiamento meno sano. Durante l’estate questo equilibrio può diventare ancora più fragile a causa del caldo, della disidratazione e dei cambiamenti dell’appetito, rendendo ancora più importante offrire un’alimentazione completa e costante.
Le differenze biologiche tra cane e gatto rimangono determinanti nel modulare questi effetti. Il gatto, carnivoro obbligato, presenta una dipendenza metabolica da nutrienti specifici come taurina, vitamina A preformata e acido arachidonico, mentre il cane possiede una maggiore flessibilità nutrizionale ma resta vulnerabile a squilibri aminoacidici e lipidici. Uno studio pubblicato sul “British Journal of Nutrition” descrive una fisiologia felina fortemente orientata verso l’utilizzo di proteine e lipidi come substrati energetici primari, con una quota marginale di carboidrati, coerente con un assetto metabolico evolutivamente conservato.
Come calibrare l’alimentazione dei pet: i consigli di Vittorio Saettone
In questo quadro si inserisce il contributo di Vittorio Saettone, veterinario e responsabile Ricerca, sviluppo e assicurazione qualità dell’azienda Schesir, che interpreta la corretta alimentazione come determinante non solo della salute immediata, ma della traiettoria di invecchiamento degli animali da compagnia. Come precisato dall’esperto, «il corpo di cane e gatto risponde a un codice biologico distinto da quello umano», e la nutrizione deve essere calibrata su specie, età e condizioni fisiologiche per preservare l’equilibrio metabolico. Nel gatto, la dieta naturale è composta da piccole prede che determinano un apporto energetico prevalentemente proteico-lipidico, mentre nel cane la regolazione dei fabbisogni richiede un bilanciamento preciso degli aminoacidi e degli acidi grassi essenziali.

Il medico veterinario sottolinea inoltre che un’alimentazione corretta deve sostenere non solo la funzione muscolare e cognitiva, ma anche l’equilibrio del sistema immunitario e del metabolismo con impatto diretto sui processi infiammatori cronici di basso grado, considerati tra i possibili fattori coinvolti nell’invecchiamento. L’esposizione a sostanze comuni nella dieta umana ma tossiche per gli animali — tra cui cioccolato, caffeina, alcol, uva, uvetta, avocado, xilitolo, aglio e cipolla — insieme a impasti lievitati crudi, ossa cotte e farmaci non prescritti, rappresenta un ulteriore fattore di rischio per la salute del fegato, del sistema nervoso e del metabolismo.
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[blockquote align=”none” author=”Annarita Cacciamani”]
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