Presentata a Reggio Emilia la ricerca condotta da Ipsos per l’Osservatorio Cirfood District sulle abitudini di lavoratrici e lavoratori in pausa pranzo: il 76% ritiene che una pausa pranzo di qualità possa migliorare significativamente il proprio benessere.
C’è chi la salta. Chi la consuma in fretta davanti a un monitor. Chi, peggio ancora, la vive come un lusso. Eppure, la pausa pranzo è una delle armi segrete della longevità. In un’epoca in cui il tempo sembra non bastare mai e lo stress ha conquistato ogni angolo della vita lavorativa, fermarsi per mangiare bene – e insieme – non è più una semplice necessità fisiologica: è una scelta culturale. È un messaggio forte che un’impresa può inviare alle sue persone: «Mi prendo cura di te». A questo tema è stato dedicato l’evento “Nutrire il benessere. Il valore della ristorazione aziendale”, che si è svolto il 3 aprile 2025 al Cirfood District di Reggio Emilia. Durante la mattinata sono stati presentati i dati della ricerca condotta da Ipsos per l’osservatorio Cirfood District e le esperienze di alcune aziende.
Una pausa che fa bene… a tutto
I dati, presentati da Enzo Risso, direttore scientifico del centro di ricerca Ipsos, parlano chiaro: il 76% dei lavoratori e delle lavoratrici ritiene che una pausa pranzo di qualità possa migliorare significativamente il proprio benessere. E non solo: per il 67% degli under 35, la presenza di una mensa aziendale è un desiderio concreto, spinto da motivazioni che spaziano dalla praticità e convenienza (71%) alla qualità e bilanciamento nutrizionale dei pasti (48%).

Enzo Risso
In un contesto in cui la cronopenia (cioè la sensazione cronica di non avere abbastanza tempo) affligge oltre la metà dei lavoratori, dedicare uno spazio adeguato al pasto di metà giornata diventa una forma autentica di cura. Non sorprende, quindi, che il 58% degli intervistati senza mensa aziendale auspichi l’introduzione del servizio.
Mangiare bene, vivere meglio
La pausa pranzo, se ben vissuta, ha effetti che vanno ben oltre il momento stesso: migliora il metabolismo, riduce i livelli di stress, favorisce la socialità e ha un impatto diretto sulla salute a lungo termine. Non è un caso che il 62% delle persone intervistate dichiari una crescente attenzione verso alimenti sani e leggeri, mentre il 67% guarda con favore a scelte alimentari sostenibili ed etiche.

Donatella Ballardini
Cibo sano, sostenibile e gustoso: questa è quindi la nuova frontiera della ristorazione aziendale. Che non deve solo nutrire, ma educare, connettere, valorizzare. Inoltre, come ha evidenziato Donatella Ballardini, direttrice medica e sanitaria del centro Gruber di Bologna: «Le buone abitudini imparate al lavoro si portano a casa, andando ad influire su benessere e longevità, attraverso uno stile di vita e ad abitudini alimentari sani».
Non un costo, ma un investimento

Claudio Stefani
«Investire sulle persone significa valorizzare ogni momento della loro giornata lavorativa, inclusa la pausa pranzo», ha sottolineato Claudio Stefani, CEO di Acetaia Giusti e presidente della filiera agroalimentare di Confindustria Emilia. «Allestire mense accoglienti e offrire pasti di qualità non è un costo, ma un investimento etico e sostenibile».

Antonio Calabrò
Antonio Calabrò, Presidente di Museimpresa e Fondazione Assolombarda, ha aggiunto: «L’impresa è una comunità di persone. La qualità dei luoghi di lavoro, compresi gli spazi dedicati al cibo e al benessere, è un fattore produttivo e competitivo. La mensa aziendale è parte integrante di questa visione». D’accordo anche Alessio Bordone, Group Chief Sales Officer Cirfood: «Non si tratta più solo di offrire un pasto, ma di costruire un’esperienza che integra qualità, sicurezza, sostenibilità e innovazione digitale per rispondere ai bisogni reali di chi lavora», ha concluso.

Alessio Bordone
La pausa pranzo, quindi, è molto più di un semplice intervallo tra due riunioni. È un tempo da difendere, uno spazio in cui si coltiva la salute, la socialità e anche la longevità. Le aziende più attente lo hanno capito: investire in una ristorazione aziendale di qualità significa investire nel futuro delle persone. E, di riflesso, nel futuro dell’impresa stessa.
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