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Rigenerazione e longevità: gli obiettivi della dieta “mima digiuno”

di Patrizia Tonin
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La dieta “mima digiuno” (FMD) si sta rivelando una potente alleata per promuovere la rigenerazione cellulare, ridurre i rischi legati all’età e persino supportare le terapie contro il cancro. Ne ha parlato l’esperto Valter Longo al forum “Senotherapeutics Revolution” di Lugano.

In qualità di professore di Biogerontologia e Direttore dell’Istituto sulla Longevità a USC (University of Southern California) – Davis School of Gerontology di Los Angeles, uno dei centri più importanti per la ricerca in materia d’invecchiamento e di malattie correlate all’avanzamento dell’età, Valter Longo ha approfondito come la dieta “mima digiuno” (in inglese “Fasting Mimicking Diet” o FMD) possa influenzare profondamente la salute e la longevità. I suoi studi sono stati presentati al forum “Senotherapeutics Revolution” di Lugano durante la sessione conclusiva con il titolo la “Dieta mima-digiuno: per una vita sana e lunga”. 

Basata sui “5 pilastri della longevità“, la FMD non è un digiuno totale, ma una strategia alimentare attentamente bilanciata, a basso contenuto calorico, ricca di grassi buoni e micronutrienti essenziali che si è dimostrata particolarmente efficace nel ridurre i rischi legati all’età e nel promuovere la rigenerazione cellulare. Abbiamo intervistato Longo a seguito dell’evento di Lugano.

Quali sono le sue più recenti scoperte legate alla longevità?

Le scoperte più recenti sono legate agli effetti della dieta mima-digiuno su 3 azioni chiave: l’attivazione multisistemica di cellule staminali; l’attivazione multisistemica di fattori di riprogrammazione epigenetica multicellulare; l’attivazione multisistemica dell’autofagia, che “ricicla” le componenti cellulari vecchie o danneggiate. Questi meccanismi, agendo in sinergia, attivano processi innati di riparazione e rigenerazione. 

 

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Contribuiscono in modo significativo al ringiovanimento e alla riparazione di vari organi danneggiati (come pancreas, intestino, sangue, reni, ecc.), portando a un netto miglioramento della salute generale. Non si tratta solo di rallentare l’invecchiamento, ma di riparare danni esistenti, con implicazioni cruciali per la gestione e la prevenzione di molte malattie legate all’età o a danni tissutali.

Quali sono i meccanismi attraverso i quali la FMD promuove la rigenerazione multisistemica e la longevità?

Sono dei programmi molto conservati, quindi fondamentali per la sopravvivenza e la riparazione, e coordinati, perché non agiscono in modo isolato, ma insieme in una sequenza precisa. Questi programmi sono simili a quelli innescati quando ci tagliamo, in cui il corpo attiva immediatamente una serie di risposte riparative che normalmente userebbe per guarire una ferita, ma li applica a cellule e tessuti danneggiati in tutto l’organismo.

Parlando di ricerca sul cancro, lei ha sviluppato il concetto di “resistenza differenziale allo stress”. Ci può spiegare nel dettaglio di cosa si tratta e come viene coinvolta la  FMD?

La FMD stimola tutte le cellule normali a entrare in uno stato protetto, in cui riducono la loro attività metabolica, si mettono al riparo e diventano più resistenti agli stress esterni. Ma le cellule tumorali, invece, non riescono a farlo perché gli oncogeni (geni che promuovono la crescita incontrollata) prevengono questa protezione, tipica delle cellule normali.

La FMD sensibilizza inoltre anche molti tipi di cellule tumorali ad una varietà di terapie (chemioterapia, immunoterapia, terapia ormonale, inibitori delle chinasi, radioterapia, ecc.) e crea un ambiente nel corpo che è meno ospitale per le cellule tumorali e allo stesso tempo più protettivo per le cellule sane, potenziando l’efficacia dei trattamenti oncologici.

In che modo la FMD si inserisce nel più ampio campo delle senoterapie di cui si è parlato al forum di Lugano?

La FMD sembra avere un ruolo coordinato per identificare e distruggere tutti i tessuti e le cellule danneggiate, per poi riprogrammarli o attivare le staminali per sostituirli, comportando una vera e propria rigenerazione e un rinnovamento dei tessuti. Va tuttavia chiarito che finora gli effetti rigenerativi della FMD sono stati osservati in studi su modelli animali come topi e ratti,  ma sono sicuramente necessari ulteriori studi clinici.

La FMD non agisce in modo casuale, ma innesca un processo biologico organizzato e mirato che si svolge in più fasi, promuovendo il ringiovanimento a livello sistemico.

Come immagina l’integrazione della FMD e di altre strategie senoterapeutiche nella prevenzione delle malattie legate all’età? Quali sono le maggiori sfide e le direzioni future?

L’integrazione della FMD con altre strategie senoterapeutiche è cruciale per la prevenzione e la gestione delle malattie legate all’età. L’obiettivo è sia ridurre i fattori di rischio per patologie comuni come diabete, cancro e malattie cardiovascolari, sia promuovere un benessere generale attraverso un approccio più ampio, che include ovviamente una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare.

Va sottolineato che circa un milione di persone hanno adottato la FMD, grazie anche a oltre 30 studi clinici pubblicati e che hanno mostrato risultati molto positivi. Tuttavia, non mancano le sfide, come la difficoltà di adesione per alcuni individui, data la natura specifica di queste diete. Inoltre, è fondamentale definire protocolli ottimali per la durata e la frequenza della FMD per massimizzare i benefici e rendere questi approcci accessibili a un pubblico più vasto.

Riproduzione riservata

 

Patrizia Tonin

Photo cover: Freepik

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