Intervistato da Longevity Journal a margine del Milan Longevity Summit, il fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ha lanciato un messaggio chiaro: la salute, lo stile di vita e la prevenzione sono responsabilità collettive.
Nonostante i progressi della medicina e l’accesso sempre più ampio a dati e conoscenze scientifiche, ancora non siamo riusciti a debellare comportamenti quali fumo, alcol, droghe, sedentarietà, cattive abitudini alimentari. La vera emergenza, quindi, è culturale. «Ancora oggi, la prevenzione resta ai margini del dibattito pubblico e scolastico», ha sottolineato il medico, ricercatore e divulgatore scientifico Silvio Garattini al Milan Longevity Summit, dove l’abbiamo intervistato. Garattini, classe 1928, è anche fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, nato nel 1961 a Milano. Oggi è un centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale per gli studi in farmacologia, oncologia, neuroscienze e salute pubblica.
Quanto conta oggi seguire uno stile di vita corretto per vivere bene? E come possiamo trasmettere questa consapevolezza ai giovani?
Bisogna partire dalla scuola. Oggi, nelle scuole italiane, non si insegna la salute, e invece sarebbe fondamentale. Basterebbe un’ora alla settimana in ogni classe, tenuta però da persone formate e competenti in materia. Questo, purtroppo, non esiste nel nostro sistema educativo. La scuola italiana è ancora ancorata al passato: insegna da dove veniamo, ma non ci aiuta a capire dove stiamo andando. Il risultato è che molti giovani non hanno una visione del futuro e pensano che ciò che fanno oggi non abbia conseguenze. Dovrebbero invece comprendere che saremo domani ciò che costruiamo oggi.
Quali sono gli ostacoli principali alla diffusione di uno stile di vita sano tra i giovani?
Le buone abitudini sono la base per una vita sana: è molto meglio prevenire che curare. E vivere con una malattia, lo sappiamo tutti, non è mai piacevole. I giovani devono capire che ogni giorno contribuiscono a costruire il loro futuro. Le abitudini più dannose sono note a tutti: fumo, alcol, droghe. Oggi si fa un uso eccessivo di cannabis e cocaina. E non dimentichiamo il problema del gioco d’azzardo: un fenomeno in crescita, spesso sottovalutato. Lo Stato, purtroppo, è spesso incoerente. Si parla di curare la ludopatia, ma allo stesso tempo si permette la pubblicità dei giochi d’azzardo. Non si agisce contro il fumo perché genera miliardi in entrate fiscali. Lo stesso vale per l’alcol, protetto da un grande mercato, soprattutto del vino. E per le droghe si tende a minimizzare. Il risultato? Un Servizio Sanitario Nazionale costretto a intervenire su problemi che si potrebbero evitare.
C’è un segreto per non cadere nelle cattive abitudini?
Il segreto è semplice, ma non banale: sapere che ogni giorno dobbiamo fare delle scelte consapevoli. È un lavoro quotidiano. La salute si costruisce con costanza, conoscenza e responsabilità. E tutto comincia dall’educazione: più siamo informati, più siamo liberi di scegliere bene.
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