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Il futuro della medicina? Un equilibrio tra innovazione e prevenzione

di Annarita Cacciamani
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Longevity Journal è stato media partner della seconda edizione del “Milan Longevity Summit 2025”, evento che si è svolto a Milano dal 21 al 29 Marzo. Ecco cosa è emerso dalla tavola rotonda “Il futuro della medicina attraverso la longevità” con Giorgio Calori, Silvio Garattini e Matteo Bassetti.

La medicina moderna si trova oggi ad affrontare sfide complesse, che vanno dalla prevenzione delle malattie alla sostenibilità del sistema sanitario. Questi temi sono stati al centro della tavola rotonda “Il futuro della medicina attraverso la longevità”, che si è svolta al teatro Franco Parenti di Milano, nell’ambito del Milan Longevity Summit, evento che ha riunito esperti di fama internazionale per discutere il futuro della salute e della longevità in collaborazione con la Fondazione Aeon, che mira a tradurre le più recenti ricerche scientifiche nel campo della longevity in politiche in grado di estendere la vita umana e migliorare la qualità della vita. Relatori della tavola rotonda sono stati Giorgio Calori, professore presso l’Università degli Studi di Milano nella Scuola di Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia e presidente scientifico di ESTROT (European Society of Tissue Regeneration in Orthopaedics and Traumatology), il 96enne Silvio Garattini, oncologo, farmacologo e ricercatore italiano, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, e Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. Gli esperti hanno evidenziato la necessità di un cambio di paradigma nella sanità, puntando su prevenzione, educazione e innovazione terapeutica. «Educazione, corretti stili di vita, uso consapevole dei farmaci e investimenti in nuove tecnologie saranno gli elementi chiave per garantire una longevità sana e sostenibile per le future generazioni», è il messaggio dei relatori.

Stili di vita e salute: l’impatto dell’alimentazione e del movimento

Il professor Calori ha analizzato il legame tra cattive abitudini alimentari, sedentarietà e problemi ortopedici. «Il sovrappeso porta a un’usura precoce delle articolazioni, con conseguenti patologie degenerative che riducono la mobilità e compromettono la qualità della vita», ha spiegato. La diffusione di diete ricche di grassi e zuccheri, unite alla mancanza di attività fisica, rappresenta una delle principali cause di malattie croniche come diabete, ipertensione e osteoporosi.

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Photo: Fondazione AEON

Un altro fattore di rischio discusso è stato il fumo. Garattini ha ricordato che il tabagismo è responsabile di almeno 27 diverse malattie, tra cui tumori e patologie cardiovascolari. «Lo Stato dovrebbe adottare misure più severe per ridurre il consumo di tabacco, come l’aumento delle tasse e la limitazione della pubblicità», ha dichiarato.

Innovazione e medicina rigenerativa: il futuro è già qui

Oltre alla prevenzione, la tavola rotonda ha discusso le nuove frontiere della medicina, in particolare la medicina rigenerativa. Calori ha illustrato i progressi nel campo della bioingegneria e delle protesi avanzate, che stanno rivoluzionando il trattamento delle patologie ortopediche. 

«Oggi abbiamo tecnologie in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti, riducendo la necessità di interventi invasivi e migliorando la qualità della vita dei pazienti», ha spiegato. Le nuove biotecnologie offrono soluzioni promettenti per molte patologie degenerative, consentendo di trattare i pazienti in modo più efficace e meno invasivo.

Medicina e mercato: un equilibrio da rivedere

Garattini ha sollevato un’altra questione fondamentale: il rapporto tra medicina e mercato. L’industria farmaceutica, stando a quanto evidenziato dall’esperto, ha contribuito enormemente al progresso medico, ma i criteri per stabilire la “normalità” in ambito clinico sono stati in alcuni casi modificati con il rischio di medicalizzare la popolazione. 

Un caso emblematico, presentato dall’esperto, è quello del colesterolo: in passato, valori fino a 240 mg/dl erano considerati normali, mentre oggi il limite è stato abbassato a 200 mg/dl, aumentando il numero di persone trattate con farmaci. Garattini ha sottolineato anche il problema della medicina di genere, evidenziando come molti farmaci siano testati prevalentemente su uomini e somministrati anche alle donne senza studi specifici adeguati. Questo approccio rischia di compromettere l’efficacia delle terapie e di aumentare gli effetti collaterali nelle pazienti di sesso femminile.

Il ruolo chiave della prevenzione

Uno dei temi più discussi è stato l’importanza della prevenzione. Secondo Garattini, il sistema sanitario italiano è ancora troppo orientato sulla cura piuttosto che sulla prevenzione. «Oggi abbiamo milioni di diabetici di tipo 2, una malattia che potrebbe essere evitata con corretti stili di vita. Lo stesso vale per il 40% dei tumori, che potrebbero essere prevenuti grazie a una maggiore attenzione alla dieta, all’attività fisica e all’ambiente», ha dichiarato.

Una proposta concreta emersa durante la tavola rotonda è stata quella di introdurre l’educazione sanitaria nelle scuole. «Basterebbe un’ora alla settimana di educazione alla salute in ogni classe per cambiare radicalmente la situazione», ha suggerito Garattini. Investire sulla prevenzione, infatti, non solo migliorerebbe la qualità della vita della popolazione, ma ridurrebbe anche il peso economico sulle strutture sanitarie.

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Photo: Freepik

Antibiotico-resistenza e vaccinazioni: due emergenze globali

Infine, Bassetti ha affrontato il problema dell’abuso degli antibiotici, che sta portando alla resistenza batterica. «Se non agiamo subito, entro il 2050 l’antibiotico-resistenza potrebbe causare fino a 40 milioni di morti l’anno, un numero sei volte superiore a quello delle vittime del cancro», ha avvertito. Bassetti ha fatto notare che oggi spesso gli antibiotici vengono prescritti anche quando non necessari, contribuendo alla selezione di ceppi batterici sempre più resistenti. Per affrontare questa crisi, il relatore ha sottolineato la necessità di un maggiore controllo nella prescrizione e nella distribuzione degli antibiotici, coinvolgendo non solo i medici, ma anche il settore veterinario e agricolo, dove l’uso di questi farmaci è ancora eccessivo.

Altro tema trattato è stato quello delle vaccinazioni. «Le vaccinazioni hanno salvato più vite di qualsiasi altro intervento medico nella storia dell’umanità. Eppure, oggi sono diventate oggetto di polemica politica anziché rimanere una questione scientifica», ha affermato Bassetti, diventato noto al grande pubblico durante la pandemia. 

Un nuovo modello di sanità per il futuro

La tavola rotonda ha evidenziato come il futuro della medicina debba basarsi su un equilibrio tra innovazione e prevenzione. Se da un lato la ricerca scientifica continua a sviluppare nuove terapie, dall’altro è essenziale un cambiamento culturale che metta la prevenzione al centro delle politiche sanitarie. 

Educazione, corretti stili di vita, uso consapevole dei farmaci e investimenti in nuove tecnologie saranno gli elementi chiave per garantire una longevità sana e sostenibile per le future generazioni.

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