La professoressa studia da anni i centenari dell’Ogliastra, in Sardegna, tra epigenetica, cibo semplice e relazioni autentiche. Una ricerca che intreccia scienza, antropologia e cultura della lentezza.
Rallentare i ritmi della routine quotidiana, concedersi delle pause anche dalla tecnologia, che ci vuole sempre connessi e disponibili, influendo sulle frequenze naturali del nostro corpo, sono scelte essenziali per una sana longevità. A spiegarci quanto lo stile di vita e la socialità offline influiscano sulla qualità della vita e dell’invecchiamento è Grazia Fenu Pintori, professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Sassari, fitoterapeuta, omeopata e fondatrice di Phareco, spin off universitaria che produce cosmetici e prodotti per l’igiene personale che beneficiano delle proprietà di un agrume endemico della Sardegna: la pompìa. Lo studio dei longevi della regione sarda Ogliastra condotto da Fenu Pintori consta di dati ma anche di frequentazione e conoscenza diretta, anche antropologica, della popolazione di Perdasdefogu (Nuoro).
La Sardegna è una delle poche “Blue Zone” al mondo. Quali sono gli elementi chiave che contribuiscono alla straordinaria longevità dei centenari ogliastrini?
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Frequento l’Ogliastra, dal punto di vista scientifico, da almeno 5 anni: l’osservazione e i dati ci dicono che i fattori epigenetici sono determinanti, cioè l’ambiente, la socialità, la vita in famiglia. I longevi di questa zona vivono una dimensione poco usuale al giorno d’oggi. La maggior parte vive in famiglia, sono pochi quelli ospitati in residenze per anziani. Prevale dunque l’epigenetica ambientale e familiare. È commovente vedere una signora di 103 anni accompagnata ai nostri incontri dal pronipote. Anche i giovani hanno acquisito il ritmo di vita, più umano, dagli anziani. Inoltre sono molto parchi nell’alimentazione e vengono da un passato in cui hanno mangiato cibi poco o per niente processati.
Lei si occupa di mappatura epigenetica dei centenari. Quali sono le scoperte più interessanti che la ricerca ha evidenziato negli ultimi anni?
La convenzione che l’Università di Sassari ha stipulato con l’Associazione dell’Identità ogliastrina e della Barbagia di Seulo, di cui sono supervisora scientifica, ha dato vita a un progetto di ricerca epigenetica, realizzata con lo strumento S-DRIVE, un’intelligenza artificiale capace di leggere le vibrazioni cellulari, ha evidenziato un dato molto interessante: i longevi d’Ogliastra e in particolare di Perdasdefogu non segnalano nessun tipo di infiammazione, processo che è alla base di ogni tipo di malattia. Hanno un apparato digerente in ottima salute e che non evidenzia nessuna sensibilità a nessun alimento. La maggior parte di loro non ha problemi di glicemia, per esempio, e questo è collegato al regime alimentare che seguono. Conducono una vita scandita dai ritmi della giornata stessa, non dall’orologio del telefonino.
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Quanto incide lo stile di vita sull’epigenoma e in che misura possiamo “allenare” il nostro DNA per un invecchiamento sano?
Le scelte quotidiane aiutano ad affrontare l’invecchiamento in modo migliore. Bisognerebbe evitare di voler fare tutto e di volerlo fare in tempo breve. Ritrovare, come accennavo, un ritmo più naturale. Inoltre curare l’alimentazione: dico sempre che è preferibile non mangiare piuttosto che ingurgitare cibo spazzatura perché l’intestino, riconoscendo sostanze “tossiche” che potrebbero danneggiare il fisico, genera una sorta di risposta immunitaria che a sua volta promuove un processo infiammatorio, condizione preliminare all’insorgenza delle malattie. Inoltre è necessario limitarsi anche nelle quantità di cibo che si mangiano. Evitare bevande con aggiunta di zuccheri così come il dolce, che deve essere una gratificazione da concedersi una volta alla settimana.
E per quanto riguarda la tecnologia che ormai usiamo tutti?
Abbiamo un altro nemico, che è proprio la tecnologia. Il telefono cellulare emana delle frequenze che influiscono sull’attività metabolica e catabolica delle cellule del nostro organismo: i campi elettrici generati naturalmente dalle nostre cellule vengono modificati a seguito dell’influsso elettrico esterno creato dalle onde di frequenza, in particolare su quelle cerebrali e cardiovascolari.

Photo: Unsplash / Fanny Renaud
Tenere il cellulare sul comodino o la tv in camera da letto significa non far riposare mai il nostro cervello che viene sollecitato di continuo e non raggiunge mai quella fase di assoluto riposo necessaria per “ricaricarsi”, e questo influisce sul nostro benessere. Autismo, discalculia, dislessia sono malattie del sistema nervoso su cui influisce anche la continua esposizione a queste frequenze, e ormai la letteratura scientifica ogni giorno contribuisce a dare un senso razionale a ciò che prima di questo ultimo decennio pareva una teoria astrusa e priva di fondamento logico. Io stessa, che faccio una vita frenetica, ho imparato a prendermi il mio tempo per ricaricarmi. Dovremmo farlo tutti.
La ricerca sulla longevità si sta evolvendo rapidamente. Quali sono oggi le frontiere più promettenti per estendere la vita in salute?
Il microbioma e le mucose sono fondamentali perché i microbi, quelli della pelle, delle mucose e di ogni parte del nostro organismo vivono in simbiosi con il nostro corpo, ma un’alterazione del loro equilibrio genera la sopraffazione di un ceppo sull’altro, con conseguente infiammazione sino a sintomatologie tra le più disparate, difficili da interpretare, perché originate da squilibri estremamente eterogenei. I cibi troppo raffinati e lavorati obbligano le nostre cellule a un super-lavoro per eliminare le sostanze dannose per il nostro corpo, come conservanti e pesticidi. Quelle di oggi sono spesso malattie da accumulo che generano ingorgo della matrice cellulare, bloccano gli scambi tra cellule, evocano potenziali sbagliati, inviando ai geni del DNA messaggi che possono, purtroppo, risvegliare geni promotori di malattie, con conseguenze immaginabili, quali sviluppo di malattie tumorali o malattie degenerative.
Lei si occupa anche di cosmesi naturale e di benessere della pelle in relazione all’invecchiamento. Quali principi attivi e strategie sono più efficaci per preservare la pelle nel tempo?
Stiamo facendo degli studi random supportati da un’azienda che ci sta aiutando a inserire, nei centri estetici, S-DRIVE, in grado di leggere circa 800 fattori epigenetici, premonitori di sofferenza cellulare a vari livelli, dalla ipossia cellulare del mitocondrio, alla rilevazione di deficit di minerali, vitamine, salute intestinale, sensibilità alle sostanze tossiche ed alle radiofrequenze. I risultati ottenuti evidenziano che se le cellule non stanno bene, nessun risultato estetico raggiungerà massimi risultati. Questa è la conferma che il segreto è sempre una sana vita, arricchita di attività fisica, buon cibo, letture, amicizie, amore.
Stress, emozioni e infiammazione cronica sono fattori spesso sottovalutati ma fondamentali per l’invecchiamento. È importante l’approccio olistico alla salute per vivere più a lungo e meglio?
È importantissimo, non a caso ho sottolineato che i fattori principali emersi dallo studio della popolazione dell’Ogliastra sono quelli sociali e familiari. Io stessa quando rientro da quella zona ho l’impressione di venire da uno spazio ed un tempo diversi. I rapporti sono più sinceri e questo vuol dire tanto, preoccupati come siamo a difenderci da relazioni spesso dettate solo dall’interesse. La popolazione è cordiale, non stressata, serena. La parte emotiva è molto importante e questo è un dato scientifico.
Longevity Journal ha come partner Health Coaching Academy, un’organizzazione che punta a integrare scienza e coaching per migliorare il benessere delle persone. Quanto conta la consapevolezza e l’educazione alla salute per prevenire patologie legate all’invecchiamento?
È la base di partenza. Senza educazione alla salute, rischiamo di morire giovani e di generare malattie croniche incurabili, che impediscono di vivere con il sorriso la socialità e la vita in generale.
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