L’aria che respiriamo in casa o in ufficio può nascondere inquinanti dannosi, spesso ignorati. L’azienda italiana Radoff produce soluzioni tecnologiche che si prendono cura della nostra salute partendo da ciò che ci è più vicino: il respiro.
Passiamo fino al 90% del nostro tempo in ambienti chiusi, spesso ignari della qualità dell’aria che respiriamo. Radoff è una realtà italiana che ha deciso di trasformare questa consapevolezza in azione concreta, creando dispositivi per il monitoraggio e la bonifica dell’aria indoor. L’idea è nata da Domenico Cassitta (founder e oggi CEO) e Federica Di Mario (co-founder e oggi Sales Manager) nel 2017 a Bologna, che hanno pensato di «migliorare significativamente la qualità dell’aria e il benessere delle persone» spiega Cassitta in questa intervista.
Perché avete fondato Radoff?
La missione era chiara: migliorare la qualità dell’aria negli ambienti chiusi. L’idea è nata dalla consapevolezza dei gravi rischi per la salute legati all’inquinamento domestico, che, secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è responsabile di circa 3,2 milioni di morti premature all’anno. La nostra società progetta e commercializza soluzioni adatte a qualsiasi tipo di ambiente — abitazioni, uffici, luoghi di lavoro, scuole, strutture sanitarie e molto altro — offrendo inoltre servizi dedicati al settore business e alla pubblica amministrazione. Luoghi dove noi europei trascorriamo circa il 90% del tempo.
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Come vengono realizzati i dispositivi Radoff?
I dispositivi Radoff sono interamente progettati e realizzati in Italia, lungo la via Emilia, cuore della manifattura tecnologica nazionale. La produzione unisce componenti elettronici avanzati a gusci realizzati tramite stampaggio a iniezione, garantendo standard elevati di qualità e affidabilità. La parte elettronica è sviluppata in collaborazione con aziende partner di fiducia, mentre l’assemblaggio finale avviene internamente, per assicurare il massimo controllo su ogni fase produttiva. Questi dispositivi IoT (Internet of Things) raccolgono e analizzano in tempo reale i dati relativi alla qualità dell’aria, sfruttando un cloud proprietario dotato di algoritmi di intelligenza artificiale per garantire un monitoraggio e una bonifica costante e intelligente degli ambienti. Grazie a investimenti per circa 20 milioni di euro da parte di venture capitalist e istituti finanziari — tra cui CDP e Intesa Sanpaolo — Radoff sta internalizzando lo sviluppo IT, che comprende sia la componente software sia quella hardware, avvalendosi della collaborazione di talenti internazionali e di partnership con università. Questo approccio è sostenuto da un modello di gestione delle risorse umane volto ad attrarre e valorizzare le migliori competenze tecnologiche.
Che cosa fanno i vostri dispositivi in tema di salubrità dell’aria e benessere degli ambienti?
I dispositivi rilevano gas invisibili e inodori come il radon, particolato fine, anidride carbonica e altri composti volatili. Il radon, ad esempio, è un gas naturale dannoso, spesso sconosciuto e sottovalutato, che monitoriamo e neutralizziamo attraverso sensori sviluppati in collaborazione con università italiane. La capacità di identificare e trattare tali “nemici invisibili” migliora significativamente la qualità dell’aria e il benessere degli utenti. L’intelligenza artificiale, inoltre, è il cuore pulsante dei nostri strumenti. Attraverso algoritmi avanzati di machine learning, i dati raccolti dai dispositivi vengono analizzati nel cloud per ottimizzare il monitoraggio e la bonifica. Questo approccio permette di migliorare costantemente l’efficienza dei dispositivi e di offrire nuovi servizi ai clienti, sia consumer che B2B. L’integrazione dell’intelligenza artificiale genera nuove opportunità di business e consente la creazione di funzionalità innovative, come report personalizzati e integrazione con sistemi di domotica come Alexa.
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A quali miglioramenti state lavorando per il futuro?
Allo sviluppo di dispositivi per rilevare nuovi inquinanti, come il monossido di carbonio e le fughe di metano, oltre all’inquinamento acustico. Inoltre, stiamo lavorando su soluzioni specifiche per il settore degli affitti brevi, che presentano spesso problematiche legate a umidità e composti volatili derivanti da prodotti chimici. Un progetto particolarmente innovativo riguarda i Campi Flegrei, una zona sismica in Italia. Qui, stiamo implementando un sistema di monitoraggio del radon, riconosciuto come precursore sismico, utilizzando sensori IoT e intelligenza artificiale per creare una rete di dati utili alla previsione di terremoti. Questo progetto rappresenta un traguardo importante per noi, dimostrando come innovazione e scienza possano contribuire alla sicurezza pubblica.
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Photo Cover: Domenico Cassitta e Federica Di Mario
