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Borghi in rigenerazione: l’Umbria come laboratorio di benessere territoriale

di Annarita Cacciamani
COVER-BORGHI

Rigenerare un territorio significa rigenerare anche il modo in cui lo si vive. In Umbria, questa idea sta prendendo forma attraverso un grande investimento nazionale che mette al centro i borghi, considerandoli non più “luoghi da salvare”, ma spazi dove re-immaginare ritmi più lenti, nuove economie e comunità più longeve.

Un miliardo di euro per cambiare il volto dei piccoli centri italiani. È questa la sfida lanciata dal Programma Borghi, un’iniziativa nazionale promossa dal Ministero della Cultura e finanziata attraverso il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell’ambito della Missione 1 “Cultura e turismo”. Le risorse – provenienti dal dispositivo europeo NextGenerationEU – mirano a contrastare lo spopolamento, rilanciare l’economia locale dialogando naturalmente con le logiche dello slow tourism e favorendo stili di vita sostenibili.

Il programma prevede una struttura a due velocità. La Linea A finanzia con 20 milioni di euro ciascuno 21 progetti pilota ad alta intensità, uno per ogni Regione e Provincia autonoma. I borghi selezionati sono stati scelti direttamente dal Ministero attraverso un bando nazionale, con l’obiettivo di attivare interventi emblematici e replicabili. La Linea B, invece, ha affidato alle Regioni la gestione di fondi complessivi per 580 milioni, da distribuire a centinaia di piccoli Comuni con meno di 5mila abitanti, per interventi di rigenerazione diffusa e sostegno all’imprenditorialità locale.

INTERNA-BORGHINel cuore di questa trasformazione si inserisce il caso di Cesi, frazione del Comune di Terni, destinatario del finanziamento nazionale di 20 milioni che sta diventando un modello di rinascita lenta, partecipata e orientata al benessere delle comunità. Qui la rigenerazione non riguarda solo gli edifici, ma il tessuto relazionale, la vita culturale e la possibilità di immaginare un futuro in cui vivere bene significa anche vivere in luoghi che custodiscono tempi diversi.

Il progetto pilota 

Cesi è quindi il caso-simbolo di questo processo. Il progetto Porta dell’Umbria, porta delle meraviglie coinvolge l’intero borgo: edifici storici, spazi pubblici, sentieri e attività culturali. Immerso nel paesaggio del Monte Eolo, Cesi è stato scelto per la sua capacità di coniugare paesaggio, storia e progettualità comunitaria. Tra gli interventi previsti, il recupero dell’ex convento Peticca e del cinema parrocchiale per trasformarli in residenze temporanee per studenti, artisti, guide ambientali e ricercatori; il restauro delle torri medievali con dispositivi di realtà aumentata; e la rifunzionalizzazione del rifugio Sant’Erasmo, oggi nodo per gli sport outdoor e l’escursionismo, con e-bike, info point e connessioni smart con il paesaggio.

Ma la rigenerazione non è solo una questione di cantieri. A Cesi, il progetto si è costruito in modo partecipato, con il coinvolgimento diretto degli abitanti. Il festival “PAZ – Esperienza Cesi” ha attivato laboratori, talk, escursioni e momenti di co-progettazione, portando nel borgo architetti, studenti, urbanisti e cittadini. L’obiettivo? Fare in modo che la trasformazione non sia calata dall’alto, ma condivisa. Un processo che tocca le pietre, ma anche le relazioni, le economie, i servizi.

INTERNA1-BORGHII borghi coinvolti

Insieme al progetto pilota di Cesi c’è una rete di borghi selezionati tramite bando regionale – tra cui Cascia, Otricoli, Pietralunga, Massa Martana e Monte Castello di Vibio – che beneficiano di fondi PNRR per circa 1,6 milioni ciascuno, con l’obiettivo di sostenere cultura, artigianato, turismo e agricoltura di qualità.

Con oltre 40 luoghi coinvolti tra le due linee del programma e più di 30 milioni di euro in campo in Umbria, il Programma Borghi si sta rivelando quindi non solo una risposta alla crisi demografica e strutturale delle aree interne, ma un’occasione per immaginare nuove forme dell’abitare, del produrre e del vivere in comunità. 

La sfida, ora, è trasformare questa stagione straordinaria di investimenti in una strategia duratura: perché la rigenerazione urbana non sia solo un obiettivo da realizzare entro il 2026, ma una politica stabile per il futuro.

Riproduzione riservata

 

Annarita Cacciamani

Photos credits del borgo di Cesi: https://cesiportadellumbria.it/ 

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